Santo parlava bene, in pubblico argomentava senza sbavature, scriveva articoli approfonditi e interessanti sul periodico locale. Era piccolo di statura, lo sguardo vispo, pochi capelli: quasi uno gnomo moderno. Attento e sensibile ai fatti e alle persone, un giorno di primavera, in un pomeriggio di grande, inusuale, caldo, Santo produsse qualcosa di inedito…
Era un pomeriggio lentissimo di metà aprile di tanto tempo fa, quando a Delfo si ruppe il filo di pazienza che lo teneva ancora fermo a pancia in giù sulla terra, a tirare…
Le strade di questo mondo finivano. Erano molti i punti di stacco tra l’asfalto e la terra del bosco, o la sciara subito – qualcosa che spalancava un pensiero di libertà e di scelta. Irresistibile per ogni ragazzo, soprattutto se…
Sai che ti dico? Che Facebook, qui sull’Etna, l’avevamo prima che arrivasse nelle città. E ti dico di più: nei paesini, Facebook viene ancora oggi vissuto fisicamente…
La prima volta che lo incontrai, avevo sei anni e mezzo, e m’impressionò. Aveva finito di compiere una manovra perfetta in retromarcia con la sua Ape C, dopo aver preso la rincorsa per la salita di casa…
In queste sere d’inverno, a volte il mio pensiero va a cercare i contorni e i suoni di una figura d’uomo – chiamiamolo Alfio – , che ho conosciuto per trent’anni. Alfio aveva una di quelle voci che oggi non si trovano più. Non c’era uno stacco tra il silenzio e le sue parole, e quando finiva di parlare, era come se…
Lui si fermò, capì che non lo stavo seguendo. Si tolse il fucile dalla spalla e si voltò. Il tono era diverso, non minacciava più ma era ancora molto arrabbiato.
«Io aspetto una settimana per andare a caccia, per sparare ai conigli. Secondo te, che stavamo a fare lì, accovacciati in silenzio? Cosa aspettavamo? Su, cosa aspettavamo?!».
Stavo zitto.
Prima parte (Racconto tratto da “Rua di Mezzo Sessantasei” – Il Filo ed.). Papà andava a caccia. Si svegliava presto, prendeva fucile, coppola e munizioni e usciva direttamente a piedi. Attorno a Rua di Mezzo sessantasei, c’erano ancora i vigneti, i boschetti e le radure.
C’erano due strisce di basolato lavico che arrivavano alla masseria Tardaria, l’ultima comunità prima dei boschi di castagni, che risalivano fino a Monte Po, a Passo Cannelli e al Salto del Cane. Per l’autobus era il capolinea, faceva scendere le persone e compiva la manovra.