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Etna, i crateri

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L'area sommitale dell'Etna - © pietronicosia.it

L’area sommitale dell’Etna – © pietronicosia.it

Sull’Etna vi sono quattro crateri sommitali, in vetta, e circa trecento crateri avventizi, nei fianchi, attivi solo nell’eruzione che li ha formati. Il cratere è la bocca del vulcano dalla quale, nel corso delle eruzioni, fuoriesce il materiale magmatico e piroclastico, lo stesso che ne determina la forma a cono.

Nei secoli scorsi la vetta dell’Etna era caratterizzata dal solo cratere centrale. Nel ‘900 si sono formate altre bocche che costituiscono i quattro crateri sommitali odierni: la Voragine (1945) e la Bocca Nuova (1968) sviluppatesi, e ormai quasi unite, all’interno del Cratere Centrale; il Cratere di Nord-Est (1911) la cima più alta dell’Etna con i suoi 3.330 metri sul livello del mare misurati nel 2007; il Cratere di Sud-Est (1971), il più attivo degli ultimi anni che mostra l’apparato più vecchio ed il cratere nato su un fianco, in principio solo una depressione di sprofondamento (detta pit crater), sviluppatosi in un rilievo che, nell’eruzione del 9-15 agosto 2014, ha superato in altezza il vecchio cono.

A tutte le altezze si ritrovano i coni avventizi, i crateri che si formano nel corso delle eruzioni fuori dall’area sommitale e che emettono il materiale piroclastico (brandelli, lapilli, ceneri) poco sopra la bocca effusiva da cui trabocca la colata. In pochi giorni diventano un elemento nuovo nel paesaggio, dapprima aspro e sterile, poi, al passare dei decenni, oggetto di una metamorfosi che lo trasformerà in placida collinetta colonizzata dalla vegetazione spontanea. Sui loro pendii, nell’area pedemontana, i contadini hanno impiantato le coltivazioni, soprattutto i vitigni in forma terrazzata, beneficiati da un terreno molto fertile grazie all’abbondante presenza di minerali. I coni avventizi più recenti sono i crateri nati nelle eruzioni del 2001 e del 2002, nel versante sud ed in quello nord.

Fra i tanti crateri presenti ricordiamo i Monti Rossi, poco a nord di Nicolosi, da cui ha avuto origine l’imponente eruzione del 1669, penetrata nel mare di Catania per oltre un chilometro e oggetto delle visite dei viaggiatori del passato fra cui Goethe, ed i Crateri Silvestri che si trovano nel sito turistico Etna Sud Rifugio Sapienza, particolarmente agevoli da raggiungere e, per questo, divenuti crateri turistici.

 

Crateri più importanti

 

Etna Sud

  • Crateri Silvestri (Nicolosi)
  • Montagnola (Nicolosi)
  • Monte Escrivà (Nicolosi)
  • Crateri Barbagallo (Nicolosi)
  • Monte Serra Pizzuta Calvarina (Zafferana Etnea)
  • Monte Nero degli Zappini (Ragalna)
  • Monte Vetore (Ragalna)
  • Monte San Leo (Belpasso)
  • Monte Sona (Belpasso)
  • Monte Manfré (Belpasso)
  • Monte San Nicola (Nicolosi)
  • Monte Troina (Pedara)
  • Monte Mompileri (Mascalucia)

 

Etna Ovest

  • Monte Intraleo (Adrano)
  • Monte Minardo (Adrano, Bronte)
  • Monte De Fiore (Adrano, Bronte)
  • Monte Ruvolo (Bronte)

 

Etna Nord-Ovest

  • Monte Maletto (Maletto)

 

Etna Nord

  • Monte Spagnolo (Randazzo)
  • Fratelli Pii (Randazzo)

 

Etna Nord-Est

  • Monti Sartorius (Sant’Alfio, Piedimonte Etneo)
  • Monte Nero delle Concazze (Piedimonte Etneo)
  • I Due Monti (Linguaglossa)
  • Crateri del 2002 (Linguaglossa)
  • Monte Nero delle Concazze (Linguaglossa)

 

Etna Sud-Est

  • Monti Ilice (Trecastagni)
  • Monter Gorna (Trecastagni)
  • Monte Serra (Viagrande)

 

(Ultimo aggiornamento settembre 2014)

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