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Grotta dei Ladroni

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La Grotta dei Ladroni nella tavola di Jean Houel

La Grotta dei Ladroni nella tavola di Jean Houel

La Grotta dei Ladroni è una grotta di scorrimento lavico ubicata del versante nord del Parco dell’Etna, nel territorio del Comune di Sant’Alfio in provincia di Catania.

Si tratta di una galleria di origine lavica facile da raggiungere e da visitare, posta in località Piano delle Donne a 1.540 metri s.l.m., a poche decine di metri dalla Strada Mareneve, nel tratto fra Fornazzo ed il bivio per il Rifugio Citelli, a 11 chilometri da Fornazzo. L’auto può essere posteggiata in uno slargo a fondo naturale di fronte all’inizio del sentiero, indicato da un cartello, che consente di raggiungere la spelonca dopo poche decine di metri. La Grotta dei Ladroni, nota pure col nome di Grotta della Neve, si trova in un’area caratterizzata da una colata preistorica e da un bosco di betulle dell’Etna. L’anfratto è immediatamente individuabile poiché circondato da uno steccato in legno. Per visitarlo non è necessario essere muniti di corda. Per risalirlo interamente è indispensabile una lampadina; utile il caschetto protettivo.

La cavità più ampia, a cui si accede tramite una scalinata scavata nella roccia, è denominata “Salone dei Ladri”. La galleria serviva per accumulare la neve durante l’inverno (“tacca della neve”) da utilizzare, nella stagione calda, nel commercio del ghiaccio (scomparso con l’avvento dei frigoriferi), sia per il vicino capoluogo sia per altri luoghi, fra cui l’isola di Malta. Nella zona etnea vi era un indotto economico che faceva capo a questa curiosa attività: oltre agli operai che vi lavoravano per raccogliere la neve, erano impiegati anche i bordonari che trasportavano i sacchi pieni di ghiaccio sulla soma dei muli sino a valle dove veniva utilizzato per la refrigerazione, ma anche per la preparazione di gelati e sorbetti.

La grotta è stata scavata dalla mano dell’uomo come risulta dalla data incisa su una roccia all’ingresso, in alto: 1776. Oltre alla realizzazione dei gradini e all’ampliamento di quel che era un tunnel di scorrimento lavico, sono stati praticati alcuni fori sulla volta per consentire l’introduzione della neve. La galleria può essere scoperta per intero, facendo attenzione al basso soffitto, sino all’uscita dalla parte opposta.

La denominazione popolare “Grotta dei Ladroni” si deve alla convinzione che le aperture sulla volta fossero state operate dai briganti per disfarsi rapidamente del bottino. Ma quando in un dipinto del pittore francese Jean Houel, autore del volume “Voyage pittoresque des isles de Sicile, de Malta et de Lipari” contenente le tavole del suo soggiorno in Sicilia, l’antro venne riconosciuto con gli operai al lavoro che portavano all’esterno i sacchi pieni di ghiaccio, non si ebbero più dubbi sul suo reale utilizzo. Tuttavia, il popolo aveva già scelto il suo nome.

(Ultimo aggiornamento ottobre 2014)

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