STORIE
DELL'ALTRO MONDO
Vai alla lettura Di Sergio Mangiameli foto ยฉRoberta Scicali

Santo Paternostro

Santo parlava bene, in pubblico argomentava senza sbavature, scriveva articoli approfonditi e interessanti sul periodico locale. Era piccolo di statura, lo sguardo vispo, pochi capelli: quasi uno gnomo moderno. Attento e sensibile ai fatti e alle persone, un giorno di primavera, in un pomeriggio di grande, inusuale, caldo, Santo produsse qualcosa di inedito. In un pezzo che aveva appena finito di scrivere, nel secondo rigo cโ€™era questo: โ€œNellโ€™area dei crateri zommitaliโ€ฆโ€. Il responsabile del periodico, Fermo Arcidiacono, era un uomo anziano, diabetico e vedovo: non riceveva piรน alcuno stimolo dalla vita, che gli transitava accanto come una rapida, vista da dietro il vetro di un pullman guasto.

Non ci fece caso. Lesse, e i suoi occhi annacquati lentamente andarono oltre. Il capoverso del terzo rigo iniziava cosรฌ: โ€œLโ€™imbortansa della guestione รจ tale che pisogna brendere una degisione inasbettadaโ€ฆโ€. Lโ€™anziano Fermo si mosse. La sua molle consistenza ballรฒ di piccole onde sismiche, che scossero anche le ciabatte di un pelo. Continuรฒ a leggere lโ€™articolo di Santo, riprendendo la propria lentissima velocitร  di navigazione fino a poche frasi dopo, quando le sopracciglia ripresero vita allo stesso modo di un corpo attraversato da corrente elettrica. โ€œLโ€™azzezzore gomunaleโ€ฆโ€.

Il diabetico Fermo trasalรฌ, innescando, dallo spavento, una piccola serie di colpi di tosse. Gli venne un dubbio e andรฒ allโ€™inizio, al titolo, che aveva superato di slancio โ€“ si fa per dire. Mazgalucia, i nuovi orizzondi del baese bedemondano, di Sando Paternostro. โ€œMinchiaโ€ฆ – fece sottovoce il vedovo Fermo, per non vergognarsi di quel che stava per commentare. Minchiaaa, si รจ firmato Sandoooโ€. E si mise le mani nei capelli. Il grasso Fermo stette diversi minuti, prima di decidersi a telefonare a Santo Paternostro, il piรน professionale dei giornalisti dei paesi etnei, il piรน vigile, il piรน bravo, il migliore insomma. E anche il piรน elegante, con quei baffetti appena accennati e perfettamente curati.

โ€œSanto, scusa, ma avrei da chiederti piรน dโ€™una cosa riguardo al tuo pezzoโ€ฆ come dici? no, non cโ€™รจ bisogno che ti disturbi a venireโ€ฆ possiamo parlare al telefโ€ฆ va bรจ, come vuoi, ti aspettoโ€. Il gelatinoso Fermo, nellโ€™attesa, ripensรฒ alle caratteristiche della vita di Santo, che conosceva da ventโ€™anni: tre case, tre figli, tre mogli, e lโ€™ultima presa in matrimonio al Comune di Mascalucia giusto tre mesi prima. Si ricordรฒ pure che Santo aveva tre lauree: lettere, giurisprudenza e storia dellโ€™arte. Un profilo da perfezione in onore al numero tre. โ€œUn inno allโ€™umana esattezza!โ€ gorgogliarono le sue corde vocali allentate.

Quando Santo arrivรฒ, rimase in piedi.
โ€œAccomodatiโ€ฆโ€
โ€œNo, crazieโ€.
Come crazie?
โ€œSando, ehmโ€ฆ Santo. Santo, ecco credo che forse hai da dirmi qualcosa? Nel senso cheโ€ฆ che ti succede, io non ho mai letto una minima imperfezione grammaticale, lessicale, formale della tua scrittura che ormai conosco da decenni. Stai bene, Santo? Mi devo preoccupare per la tua salute?โ€

Santo Paternostro non fece una piega e non profferรฌ parola. Con una mossa da grande cinema, si levรฒ la giacca, si slacciรฒ la cravatta, si sbottonรฒ in silenzio i primi bottoni della camicia, e impavidamente, allo slabbrato Fermo mostrรฒ il collarino ecclesiastico.
Poi, senza abbassare lo sguardo, si avvicinรฒ alla scrivania, si staccรฒ da sopra la bocca due strisce di sottile pelo molto curato, e con un gesto leggero gliele consegnรฒ. โ€œCosรฌ sarร โ€ โ€“, disse soltanto, senza sbagliare una sola lettera. E si avviรฒ verso la porta, per scomparire per sempre dal giornale, da Mascalucia e dalle sue famiglie.

Fermo Arcidiacono non si mosse dalla poltrona. Ma compรฌ un gesto che da un sacco di tempo non aveva osato piรน. Aprรฌ un cassetto della scrivania, tirรฒ fuori un sigaro dalla scatola, lo portรฒ in bocca e lo accese, tenendolo ben stretto tra i denti marci. Poi, come un boato interno, il moto lo sconvolse del tutto e scoppiรฒ a ridere da non poterne piรน.

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Sergio Mangiameli รจ del โ€™64, geologo, giornalista pubblicista, interprete naturalistico, vive sullโ€™Etna. Ha pubblicato i racconti โ€œDallโ€™ulivo alla lunaโ€ (Prova dโ€™Autore, 1996) e โ€œRua di Mezzo sessantaseiโ€ (Il Filo, 2008), i romanzi โ€œAspettando la prima neveโ€ (Rune, 2009), โ€œDietro a una piuma biancaโ€ (Puntoacapo, 2010), โ€œSul bordoโ€ (Puntoacapo, 2013), โ€œCome la terraโ€ (Villaggio Maori, 2015, che ha partecipato a MontagnaLibri 2016 del Trento Film Festival), โ€œQuasi invernoโ€ (A&B Editrice, 2018), "La nevicata perfetta" (A&B Editrice, 2020). Ha scritto i testi di โ€œMicroNaturArt โ€“ voci dal microcosmoโ€ (Arianna, 2014), esperimento letterario di fotografia scientifica; i racconti di โ€œVentiquattrโ€™ore โ€“ fotografie di finestre e parole intornoโ€ (Puntoacapo, 2016), i cui scatti sono di Lino Cirrincione; e, assieme al vulcanologo Salvo Caffo, โ€œEtna patrimonio dellโ€™umanitร , manuale raccontato di vulcanologia e itinerariโ€ (Giuseppe Maimone Editore, 2016), con le illustrazioni di Riccardo La Spina. Ha scritto i testi dei film corti โ€œLa corsa miaโ€ e โ€œIddaโ€, e i monologhi โ€œQuesta storiaโ€ e โ€œIl gioco infinitoโ€, visibili entrambi su YouTube. Sul portale web Etnalife, scrive racconti etnei per la rubrica letteraria โ€œStorie dellโ€™altro mondoโ€. โ€œLa piuma biancaโ€ รจ il suo blog sul magazine online SicilyMag. Lโ€™esperimento nuovo รจ โ€œLe colate raccontateโ€ โ€“ vulcanologia storica dellโ€™Etna e narrativa surreale insieme, tra esattezza scientifica e finzione letteraria in racconti โ€“, portato in scena col vulcanologo Stefano Branca.
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