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Apprestandosi a vivere l’Etna nei tanti modi possibili, bisogna tener presente di ritrovarsi in un contesto molto diverso rispetto a qualsiasi altra montagna, intanto per la sua caratteristica di vulcano attivo e, in secondo luogo, perché il territorio è incluso nei confini di un’area naturalistica protetta, il Parco dell’Etna, in cui vigono regolamenti e norme di comportamento.
All’Etna ci si accosta con motivazioni ed esigenze differenti, ognuna delle quali implica un approccio diverso. Intanto c’è il popolo etneo per il quale il vulcano è irrimediabilmente “a muntagna”, una madre, ma anche una matrigna, alla quale rivolgere ogni giorno almeno uno  sguardo per interpretarne gli umori. È, questo, un popolo che nella sua maggioranza non frequenta il territorio, ma “sente” l’Etna scorrere nelle proprie vene e ad esso è legato da un forte senso di appartenenza. Un numero consistente è rappresentato dai “patiti” del vulcano, assidui frequentatori dei suoi luoghi e attratti quasi magneticamente dalle eruzioni.

I suoi luoghi rappresentano una palestra naturale, nella quale praticare l’attività preferita, per i tanti appassionati di attività motorie e sportive quali trekking, mountain bike, sci che qui trovano l’ambiente giusto per i propri interessi. Fra i frequentatori non abituali troviamo gli occasionali, spesso mordi e fuggi che cercano di dare un senso compiuto alle loro poche ore sul vulcano, e i viaggiatori e i turisti interessati ad approfondire quel mix  unico che mette insieme scienza, natura, storia ed enogastronomia.
Le norme di comportamento, fissate nel Regolamento per le attività di fruizione del Parco dell’Etna, altro non sono che regole di buon senso e di convivenza civile improntate su una condotta rispettosa dei luoghi e della natura: rispettare la quiete; non danneggiare piante, rocce o luoghi; non catturare animali; non lasciare rifiuti e smaltirli nel modo corretto; rispettare le norme indicate nelle strutture di fruizione; non usare i mezzi motorizzati al di fuori delle strade consentite; procedere lungo sentieri e percorsi segnalati; non accendere fuochi al di fuori dagli spazi predisposti.

A queste si aggiungono norme specifiche che disciplinano alcuni aspetti particolari: non praticare il campeggio al di fuori delle aree appositamente realizzate; il bivacco è consentito in tenda nelle ore notturne, in località non servite da rifugi o strutture simili; non introdurre specie animali estranee alla fauna e non lasciare allo stato libero animali domestici.
Nel territorio del Parco sono consentiti trekking, mountain bike, escursionismo equestre, sci, con alcune restrizioni che riportiamo in maniera generale nelle sezioni dedicate a queste attività e, in maniera specifica, nel succitato regolamento. Utile consultare anche le Modalità di fruizione dell’area sommitale.

(Ultimo aggiornamento marzo 2018)