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Sport invernali

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Una delle piste di sci di Piano Provenzana - © pietronicosia.it

Una delle piste di sci di Piano Provenzana – © pietronicosia.it

Lunga e nobile è l’attività invernale sull’Etna, i cui inizi risalgono ai primi anni del ‘900. Il primo a lasciare l’impronta degli sci sulla neve del vulcano, subito dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, sarebbe stato Amedeo di Savoia-Aosta, che, in segno di gratitudine per l’inedita escursione, donò gli sci utilizzati al suo accompagnatore. La regale impresa piacque agli aristocratici etnei che proseguirono sul solco tracciato dall’illustre sciatore. Agli anni ’30 risalgono le prime gare, sostanzialmente di fondo, su piste ad anello disegnate in quel contesto unico che era la Valle del Bove, al tempo somigliante a una vallata alpina, prima che le colate laviche della fine del secolo scorso ne trasformassero il volto.

Negli anni successivi gli sciatori catanesi sperimentarono l’ebbrezza della discesa e, nel secondo dopoguerra, nacquero diversi sci club. Gli anni del boom recano in dote all’Etna funivia e impianti di risalita, con gli sport invernali che scelgono come stazioni base Rifugio Sapienza e Piano Provenzana. La storia degli ultimi decenni racconta di colate che distruggono gli impianti, ma pure della tenacia con cui vengono ricostruiti.

 

Discipline invernali

Le discipline invernali storiche, che sono pure agonistiche, sono la discesa (sci alpino) ed il fondo (sci nordico).

Per la discesa vi sono diverse piste tracciate nei due siti turistici tradizionali (Etna Sud Rifugio Sapienza, Etna Nord Piano Provenzana), in cui sono attivi gli impianti di risalita, sono presenti associazioni, guide e maestri di sci, e nelle quali è possibile il noleggio dell’attrezzatura.

Per lo sci di fondo sono disponibili le piste di Piano Vetore (versante sud), di Piano Provenzana (versante nord) e di Maletto (versante nord-ovest).

Alla discesa e al fondo si affiancano altre attività che consentono escursioni alla scoperta del territorio etneo d’inverno, quando la neve ricopre i rilievi imbiancando e ammorbidendo gli aspri paesaggi e la galaverna disegna sculture di ghiaccio sugli alberi.

Affine al fondo, ma differente nell’attrezzatura e nella tecnica, lo sci di fondo escursionistico, che consente l’esplorazione del territorio al di fuori dalle piste esistenti.

L’ascesa delle vette, e della stessa area sommitale, è resa possibile con lo sci alpinismo che, avvalendosi di speciali rivestimenti da applicare sugli sci, chiamati “pelli di foca”, permette la scalata; l’Etna è particolarmente adatto a questa disciplina, grazie alla sua forma conica e al copioso innevamento invernale, ma anche all’assenza di crepacci, valanghe e slavine.

Un mezzo per scoprire l’Etna senza particolari doti negli sport invernali sono le racchette da neve, attrezzi vagamente somiglianti a racchette da tennis, detti pure ciaspole, che si applicano alle scarpe consentendo di camminare, aiutandosi con i bastoni, senza sprofondare. Non richiedono particolari abilità e sono utilizzabili con una sommaria lezione d’uso. È il modo più semplice per svolgere le escursioni sulla neve.

Altri modi possibili di vivere il territorio imbiancato sono il telemark (sciata a tallone libero) praticabile in qualsiasi condizione di neve grazie agli scarponi che lasciano il tallone libero; il freeride, fuoripista, che, a differenza dello sci alpinismo, non ha come traguardo un itinerario o una cima, ma ha come unico obiettivo una buona discesa; ed infine lo snowboard.

Tutti gli sport invernali, al contrario di altre discipline, richiedono l’utilizzo di materiali tecnici. Si consiglia, se non esperti o conoscitori del territorio, di avvalersi della competenza delle guide escursionistiche, presenti nei siti turistici invernali. Tutti i modi descritti sono consentiti all’interno dell’area protetta, ad esclusione dei luoghi di particolare valore ambientale individuati dall’Ente Parco. Limiti e le restrizioni sono specificati nel Regolamento per le attività di fruizione del Parco dell’Etna, mentre per le escursioni in vetta, soprattutto in relazione all’attività eruttiva, valgono le Modalità di fruizione dell’area sommitale.

 

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Sci di fondo, sci escursionismo

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