Un errore di posizionamento non cambia le cose

etna_rifiuti_01_07_2016

Replica di Sergio Mangiameli ai trevigiani autori della lettera sulla nota questione dei rifiuti ad Adrano: «Da più di vent’anni che mi batto per un ambiente sano e pulito»

Sergio Mangiameli, autore dell’articolo Parco dell’Etna unica garanzia di tutela dell’ambiente etneo e gestore del sito Patrimonio dell’Umanità, a cui hanno risposto i due turisti trevigiani Giada Pastore ed Enrico Zeffiro (qui la lettera), sul luogo dove insisteva una discarica di rifiuti in territorio di Adrano, (dentro o fuori dal Parco?), replica ai visitatori veneti che lo avevano chiamato in causa. Ecco la risposta.

 

Avevo chiesto alle guide del Parco dell’Etna dove fosse ubicato il sito in questione e mi è stato riferito che ricade al di fuori dei confini del Parco. Tuttavia, anche ammesso che l’informazione fornita sia errata e che io stesso abbia pubblicato nell’articolo un errore di posizionamento, chiedo: cosa cambia? Avere all’interno del territorio del Parco 250 microdiscariche abusive, o contarne 251, cosa cambia? Mi fa piacere constatare che un rigo dopo gli stessi scriventi convengono su quanto la questione sia “irrilevante”.

Due considerazioni, però le faccio. Uno, denunce circostanziate come questa sull’intollerabile sporcizia abbandonata a largo raggio sull’Etna, mi trovano sempre d’accordo: è da più di vent’anni che mi batto per un ambiente vigilato, sano, pulito e fruibile. Due, in tutta questa vicenda l’unico ente istituzionale che ha compiti di rimozione e conferimento rifiuti è il Comune di Adrano, non certamente il Parco dell’Etna, anche se il sito ricadesse al suo interno. A questo punto, la domanda che più conta, credo anche agli scriventi, è: il Comune di Adrano ha provveduto a bonificare il sito?

Sergio Mangiameli
Sergio Mangiameli è del ’64, geologo, giornalista pubblicista, interprete naturalistico, vive sull’Etna. Ha pubblicato i racconti “Dall’ulivo alla luna” (Prova d’Autore, 1996) e “Rua di Mezzo sessantasei” (Il Filo, 2008), i romanzi “Aspettando la prima neve” (Rune, 2009), “Dietro a una piuma bianca” (Puntoacapo, 2010), “Sul bordo” (Puntoacapo, 2013), “Come la terra” (Villaggio Maori, 2015, che ha partecipato a MontagnaLibri 2016 del Trento Film Festival), “Quasi inverno” (A&B Editrice, 2018), "La nevicata perfetta" (A&B Editrice, 2020). Ha scritto i testi di “MicroNaturArt – voci dal microcosmo” (Arianna, 2014), esperimento letterario di fotografia scientifica; i racconti di “Ventiquattr’ore – fotografie di finestre e parole intorno” (Puntoacapo, 2016), i cui scatti sono di Lino Cirrincione; e, assieme al vulcanologo Salvo Caffo, “Etna patrimonio dell’umanità, manuale raccontato di vulcanologia e itinerari” (Giuseppe Maimone Editore, 2016), con le illustrazioni di Riccardo La Spina. Ha scritto i testi dei film corti “La corsa mia” e “Idda”, e i monologhi “Questa storia” e “Il gioco infinito”, visibili entrambi su YouTube. Sul portale web Etnalife, scrive racconti etnei per la rubrica letteraria “Storie dell’altro mondo”. “La piuma bianca” è il suo blog sul magazine online SicilyMag. L’esperimento nuovo è “Le colate raccontate” – vulcanologia storica dell’Etna e narrativa surreale insieme, tra esattezza scientifica e finzione letteraria in racconti –, portato in scena col vulcanologo Stefano Branca.
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