Trecastagni, salviamo la quercia centenaria di Tre Monti

C’è una quercia ultracentenaria che ha bisogno di cure. Si trova in contrada Tre Monti, in territorio comunale di Trecastagni, a ridosso della chiesetta omonima.

Per ragioni imputabili all’età avanzata, e anche al rialzo nel tempo del livello di terra intorno al fusto, ha sviluppato dei funghi cariogeni, saprofiti ed ectoparassiti, indebolendosi. Nell’ultimo periodo, alcuni rami sono caduti al suolo, provocando una certa paura soprattutto tra i fedeli, che frequentano la chiesa di Santa Maria dei Tre Monti.

Il gruppo di laici, che ha cuore la sorte del maestoso albero, ha chiamato il tecnico forestale Martina Indelicato, per una consulenza allo scopo di salvarla. Nei giorni scorsi, il sopralluogo è stato eseguito da Giuseppe Lo Giudice, agronomo, intervistato dalla giornalista Valeria Maglia. Lo Giudice ha rinvenuto “carie del legno, che determinano cavità e dunque gli schianti al suolo. Le cause sono stati sbagli passati nelle potature, tagli radicali e riporto di terra. In più, l’età molto avanzata, stimata tra duecento e trecento anni, fa tendere alla pianta un certo ritiro. Quello che si può fare adesso è sicuramente un intervento di potatura, per eliminare il secco, che può essere pericoloso per gli utenti; poi ripristino del piano campagna, con una rigenerazione radicale per rinvigorire l’albero, e permettergli così di contrastare i funghi”.

Il comitato cittadino Scelgo Trecastagni ha avviato una raccolta fondi per aiutare la parrocchia a sostenere le spese necessarie. L’offerta è libera e si può procedere alla donazione in due modi: direttamente dal parroco don Orazio Greco, in sede alla chiesa di Santa Maria dei Tre Monti; oppure con bonifico bancario riportato nella locandina a fianco. Aiutiamo tutti a far tornare l’energia vitale a un organismo che ne ha data tanta per secoli!

In apertura foto di Carmelo Cavallaro da Etnalife

Sergio Mangiameli è del ’64, geologo, giornalista pubblicista, interprete naturalistico, vive sull’Etna. Ha pubblicato i racconti “Dall’ulivo alla luna” (Prova d’Autore, 1996) e “Rua di Mezzo sessantasei” (Il Filo, 2008), i romanzi “Aspettando la prima neve” (Rune, 2009), “Dietro a una piuma bianca” (Puntoacapo, 2010), “Sul bordo” (Puntoacapo, 2013), “Come la terra” (Villaggio Maori, 2015, che ha partecipato a MontagnaLibri 2016 del Trento Film Festival), “Quasi inverno” (A&B Editrice, 2018), "La nevicata perfetta" (A&B Editrice, 2020). Ha scritto i testi di “MicroNaturArt – voci dal microcosmo” (Arianna, 2014), esperimento letterario di fotografia scientifica; i racconti di “Ventiquattr’ore – fotografie di finestre e parole intorno” (Puntoacapo, 2016), i cui scatti sono di Lino Cirrincione; e, assieme al vulcanologo Salvo Caffo, “Etna patrimonio dell’umanità, manuale raccontato di vulcanologia e itinerari” (Giuseppe Maimone Editore, 2016), con le illustrazioni di Riccardo La Spina. Ha scritto i testi dei film corti “La corsa mia” e “Idda”, e i monologhi “Questa storia” e “Il gioco infinito”, visibili entrambi su YouTube. Sul portale web Etnalife, scrive racconti etnei per la rubrica letteraria “Storie dell’altro mondo”. “La piuma bianca” è il suo blog sul magazine online SicilyMag. L’esperimento nuovo è “Le colate raccontate” – vulcanologia storica dell’Etna e narrativa surreale insieme, tra esattezza scientifica e finzione letteraria in racconti –, portato in scena col vulcanologo Stefano Branca.
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