Il Parco dell’Etna alla settima Conferenza nazionale dei Siti italiani nell’Unesco in corso a Roma

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Al centro della conferenza è la creazione dell’Osservatorio sui siti Unesco italiani, un nuovo organismo per unire gli sforzi di conservazione, promozione e valorizzazione del patrimonio culturale

C’è anche il Parco dell’Etna ai lavori della VII Conferenza dei Siti italiani iscritti nella lista del Patrimonio mondiale Unesco, in corso a Roma nelle sale del Museo Nazionale di Arte Antica di Palazzo Barberini. La conferenza, iniziata ieri, si concluderà domani.
Al centro dei lavori la creazione dell’Osservatorio sui siti Unesco italiani, un nuovo organismo promosso dal Ministero dei Beni culturali e del Turismo per unire gli sforzi di conservazione, promozione e valorizzazione del patrimonio culturale. Compito dell’osservatorio quello di monitorare lo stato dei siti italiani, valutando anche le diverse strategie messe in campo dai diversi livelli istituzionali. Si occuperà inoltre di promuovere iniziative, indagini e studi su temi specifici.

Da sinistra: la Presidente del Parco dell'Etna Marisa Mazzaglia, il Ministro Dario Franceschini, la componente delo Staff Unesco del Parco dell'Etna Agata Puglisi
Da sinistra: la Presidente del Parco dell’Etna Marisa Mazzaglia, il Ministro Dario Franceschini, la responsabile dello Staff Unesco del Parco dell’Etna Agata Puglisi

Tim Badman, Direttore del programma World Heritage dell’IUCN, l’Unione Mondiale della Conservazione della Natura, comunicando i risultati sulla gestione del sito Monte Etna, ha detto che la valutazione sul vulcano Unesco è buona.
Il Parco dell’Etna è rappresentato dalla Presidente Marisa Mazzaglia e dalla responsabile dello “Staff Unesco” Agata Puglisi. È intervenuto anche il Ministro dei Beni culturali e del Turismo Dario Franceschini che ha dichiarato: «L’Italia è talmente ricca di bellezza che non ha la consapevolezza di che cosa vuol dire nel mondo avere 51 siti riconosciuti. Siamo orgogliosi del nostro patrimonio ma finora non abbiamo usato questo brand. Essere sito Unesco impone limiti di tutela ma è anche una straordinaria occasione di promozione. Nel Piano strategico per il Turismo “ci sono dei capitoli specifici proprio sulla promozione dei siti”.  Franceschini ha quindi concluso: “per il futuro mi piacerebbe che ci fosse qualche misura estensiva dell’Art bonus per i luoghi che sono siti Unesco».

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