Stazione di transito celeste. Ognuno fa ripasso delle proprie carognate per scegliersi la vita che si merita, e far ritorno sulla Terra per pareggiare i conti con se stesso. Immaginiamo che Dio racconti una storia a una bambina, che non vuol saperne di andare a dormire. Eโ una richiesta fuori dal comune, e lei insiste. Dio non รจ molto preparato sullโargomento: ha fatto tutto ma gli manca ancora lโesperienza di nonno. Sotto la sua perentoria insistenza, il Signore cede, anche perchรฉ la bambina ha da poco finito di vivere e conserva intatti i ricordi di quaggiรน.
Voglio raccontata una storia!
Ma non รจ possibileโฆ
Perchรฉ?
Non dovresti nemmeno chiederlo.
Perchรฉ!
Lui sospirรฒ e si portรฒ tre dita sul mento, tentando di trovare nella barba qualcosa da utilizzare per mettere fine a quellโinappropriata richiesta. Non poteva nemmeno dirle รจ ora di dormire!
Davanti a loro, una vetrata gigantesca si affacciava su disegni dimenticati, linee e colori di una bellezza sublime, da rimanere incantati e passarci un tempo lungo quanto una vita. Polveri di luce si univano a estratti di materia in spirali nascenti, filamenti di energia sembravano promettere i pensieri migliori, i disegni migliori.
Ma niente rimaneva fisso. Cโera un lento, costante movimento che cambiava continuamente i rapporti, le dimensioni apparenti, distanze, figure. Una danza, sembrava, dentro una musica silenziosa in cui ognuno che si fosse affacciato a osservare, avrebbe potuto ascoltare la propria. Distintamente come fosse stata vera.
Forse era questo, lo scopo della fermata, anche se nessuno chiedeva cosa si dovesse fare โ se cโera qualcosa da fare โ dietro a quella vetrata sproporzionata. Alcuni rimanevano come imbambolati a fissare la bellezza originale per un tempo indefinitamente lungo. Altri fissavano con serissima attenzione qualcosa che solo loro identificavano. Altri ancora si commuovevano, e cโera sempre qualcuno che faceva scorrere lโacqua dellโanima e si bagnava gli occhi.
Voglio raccontata una storia! Ora!
Le tre dita gli condussero intanto solo pazienza, che era la qualitร che piรน gli abbondava.
Ascolta, non si dice voglio, ma vorrei. Ok, tu sei piccola e so che nonostante questo non hai sonnoโฆ
Che cโentra nonostante questo? Si vede che hai poco a che fare con i bambini, tu. Non lo sai che quelli come me non hanno mai sonno, se ti chiedono qualcosa? Se io ho sonno, dormo, non parlo, non ti chiedo niente. Eโ semplice, come la domanda che ti faccio da un bel poโ.
Perchรฉ non fai come gli altri, che stanno zitti e buoni a osservare?
Perchรฉ io so tutto, non ho dimenticato nessun profumo, nรฉ colore, nรฉ suono che ci sono laggiรน sulla Terra. Non ho avuto il tempo di dimenticare e questo dovresti saperlo. Secondo me sei diventato troppo vecchioโฆ
Quel povero cristo fece un respiro profondo, socchiuse gli occhi e quando li riaprรฌ disse: va bene.
Le sโilluminรฒ lo sguardo. La musica riprese a suonare dentro, e lei credette di non desiderare altro.
Sono prontissima! – battรฉ le mani, anche se nessuno sentiva i rumori degli altri.
Un momento perรฒ. Non รจ una storia giร accaduta, ma una di quelle che potrebbero accadere.
Non mโinteressa la cronaca.
Il vecchio aveva un modo di raccontare tutto proprio, usando il suo infinito sapere e il suo potere illimitato per superare la necessitร delle parole. Cosรฌ improvvisรฒ โ si fa per dire, perchรฉ lui non improvvisa nemmeno il caso โ, cosรฌ improvvisรฒ uno scorrere di sensazioni che la bambina credette di vedere lรฌ davanti a sรฉ, oltre la vetrata esagerata, come una serie di immagini. E siccome non era abituato a trattare con i piccoli, soprattutto con le bambine curiose, mise tutto insieme per lโanno 1928 dando per scontato e sufficiente la capacitร di distinguo della bambina.
Caspita! Ma quello รจ il Polo Nord e quel coso รจ unโฆ un dirigibile! Cโรจ scritto Italia. Perde quota, sta precipitando! Ma muoiono tutti? Eh?
Il vecchio non fece una mossa e quando la bambina tornรฒ con lo sguardo daccapo sul film, la scena era cambiata. Un laboratorio, un uomo chino su un microscopio che esamina una muffa, indossa un paio di occhiali tondi, un papillon, e sul camice bianco si legge Alexander Fleming.
La bambina si voltรฒ ancora verso di lui, intuendo qualcosa di talmente speciale che il mondo, dopo, non sarebbe stato piรน lo stesso.
Lโimmagine si modificรฒ unโaltra volta, comparve un disegno in bianco e nero che si muoveva, come fosse animato. Un topo stilizzato che stava in piedi e parlava in americano, presentandosi in mutande eleganti, con scarpe enormi e guanti: Mickey Mouse.
Rise, la bambina, battรฉ dโistinto le mani e fece un piccolo salto.
Il vecchio riprese il pensiero che un attimo prima aveva letto nella testa di lei, e lo fece proprio: il mondo degli uomini non sarebbe stato piรน lo stesso, dopo Topolino, il personaggio di fantasia piรน famoso della storia.
Se la bambina stavolta si fosse girata, avrebbe visto tra la barba un sorriso immortale.
Invece lei incollรฒ gli occhi sulla cosa successiva: una fessura aperta sul fianco elevato di un vulcano a due passi dal mare, e una colata di lava che viene giรน. Vede quasi subito muoversi una cordata di uomini con in testa uno di loro in abito lungo e nero, che tiene in mano qualcosa che sa di sacro moltiplicato tre. Le reliquie dei santi Alfio, Filadelfo e Cirino. Gli uomini camminano in salita, poi si fermano di fronte alla terra che avanza, e pregano.
La bambina si gira seria, con lo sguardo interrogativo.
Il vecchio allarga le braccia e chiude gli occhi. Nessuno dei due dice una parola.
Per una sorta di coincidenza, la lava si ferma e gli uomini tornano dalle loro donne, con lโaria di vittoria e di una certa potenza conclamata dei tre santi di casa. Ma il vulcano si apre daccapo, piรน oltre, piรน in basso e inizia a scorrere unโaltra colata che punta dritto verso il mare, incanalandosi semplicemente dove le viene piรน facile. Unโaltra cordata di uomini di un altro paese si muove verso la terra nuova che avanza e che seppellisce quella vecchia. Lโuomo vestito di nero al comando porta avanti un solo santo, Leonardo, nel giorno esatto del suo festeggiamento. Lโuomo non molla e prega piรน a lungo e piรน forte, dice che la terra si fermerร e il paese sarร salvo. Ma la storia qui รจ diversa. La colata investe il paese costruito semplicemente in un posto sbagliato, per sconoscenza scientifica.
Si vede la fuga tardiva e sgomenta di tutti, grandi e piccoli, sui carri, le case che scompaiono con le porte aperte e le tovaglie sulle tavole, e la chiesa circondata con tutti i suoi preziosi dentro. E sensazioni di voci di protesta contro il cielo che soppesa le richieste, dando riscontro a chi porta piรน santi consensi.
Non รจ mica una giunta comunale, il cielo! โ sbottรฒ il vecchio. Scusa, ma lo sapevo che qualcuno laggiรน avrebbe detto una stupidaggine del genereโฆ
La bambina non si soffermรฒ piรน di tanto su quelle sensazioni di voci di umana disperazione, prese la mano del vecchio e con voce calma gli indicรฒ lโimmagine successiva, stupenda: la ricostruzione collettiva, la voglia di esserci insieme e ancora, il paese nuovo a un passo e mezzo dal mare. Su tutto, lโurgenza di ricominciare uniti guardando con fiducia il 1929.
Ho deciso.
Cosa?
Ho deciso di ritornare a vivere proprio lรฌ in quel paese nuovo, che si chiama Mascali, e sai che ti dico? Farรฒ la professoressa di scienze!
Contenta tuโฆ
Ma che fai? Sbrigati. Adesso voglio andarci, ora, prima che passi il 1928, che รจ un anno strepitoso! Lo sapevi che nel โ28 cโรจ la prima gara femminile di atletica leggera riconosciuta alle Olimpiadi? โ lo disse velocemente, come fanno i bambini, senza pensare al fatto che Lui sa tutto.
Lui sospirรฒ e guardandola negli occhi sicuri e curiosi, propri da professoressa di scienze, la mise alla prova: โMa รจ un anno bisestile, il 1928โ.
Non mi dire che anche tu credi a queste stupidagginiโฆ
Il vecchio sorrise, anzi di piรน: rise in un modo inimitabile, irraggiungibile. Sembrรฒ che fosse lโuniverso ad allargarsi in una risata silenziosa, che toccรฒ ovunque stelle e anime, spargendo quellโenergia inspiegabile che serve per continuare.