“Etna, sentieri raccontati” di Giuseppe Riggio

Una guida per 20 cammini narrati

L’incipit di un libro è come la prima impressione quando si conosce qualcuno, ché non c’è mai una seconda buona impressione. “Etna, sentieri raccontati” di Giuseppe Riggio, con le illustrazioni di Riccardo Francaviglia e Margherita Sgarlata, uscito per i tipi di Splen (197 pagg, 13 euro, disponibile anche in ebook), stringe la mano e saluta così: “L’Etna, l’ho conosciuta grazie alle mie gambe”.

L’azione è conoscere, che è esattamente l’obiettivo dell’autore di questa ennesima indicazione sull’uso della Montagna, guarnita però dell’inedito racconto in prima persona. Riggio non scrive e non solo descrive; Riggio parla, cunta, fa una conferenza su carta mentre si ferma e ammira l’orizzonte da Piano delle Concazze; si accovaccia sull’orlo della Schiena dell’Asino e bisbiglia le sue similitudini dantesche trovate per il nuovo pavimento basaltico della Valle del Bove; mette la mano sulla spalla al viandante sul Sentiero delle Ginestre, e lo invita piano a farsi un giro di provvida bellezza sul ciglio anulare di Monte Ilice.

Racconta le sue conoscenze acquisite in quarant’anni di cammino sulle sciare, boschi, serre e crateri sommitali. Si racconta nelle emozioni vissute quasi sempre in compagnia, in quei gruppi che sono diventati nel tempo associazione fattiva, che ha collaborato alla preziosa svolta della sentieristica del Parco dell’Etna.

“Mi ero ripromesso di non scrivere nessuna guida nuova, dopo l’uscita nel 1987 di “Conoscere l’Etna” (volumetto di colore nero, edito da Sellerio, scritto in compagnia di Giuseppe Vitali, vangelo di tutti i malati di montagna ante-goretex: quelli dei pullover di lana e del vediamo-come-agghionna-dumani) – ci guarda Giuseppe Riggio –, fino a quando non sarebbero stati segnati come si deve i sentieri più importanti di questo vulcano meraviglioso”. Dopo la bellezza di trent’anni dalla sua istituzione, l’Ente Parco, per volontà precisa di Marisa Mazzaglia, suo presidente di allora, la cosa è stata fatta, col grande impegno pratico del CAI.

“Far conoscere l’Etna è da sempre il mio vizio, che vorrei contagiare adesso con questa guida narrata, in cui ogni itinerario conduce verso luoghi che suscitano emozioni, selezionati nella vastità del territorio etneo”. Lo dice con una forma apparentemente slabbrata, in cui il bianco dei suoi capelli non è tanto coincidente col colore azzurro bambino degli occhi. Ma invece la colla c’è, eccome. E’ quel guizzo di passione e ragione puntato contro certi divieti di cammino quando l’Etna fa il suo compito (“Etnalibera” è spiegata, anche se non detta, come per non dimenticarne il senso). E’ quella piega circolare in cui il tempo non passa, ma gioca a far diventare vecchi questi ragazzi mai cresciuti davvero, che sanno ancora emozionarsi e concludere una passeggiata in un viaggio. Anche stavolta per voi, in chiave diversa, ma con l’amore di sempre.

Scheda

I 4 versanti dell’Etna sono divisi in 4 colori diversi, per un totale di 20 itinerari, in cui ognuno porta: “Informazioni tecniche” (Punto di partenza con coordinate Google Maps, grado di difficoltà, durata, lunghezza, quota, periodo consigliato, dislivello, segnaletica, in bici), “La storia”, “La descrizione”, l’eventuale box “In montagna con i ragazzi”, e infine la speciale dedica a se stessi con lo spazio “Note”, da riempire come si vuole per non dimenticare.

Le illustrazioni sono disegni a colori, in abbondanza per ciascuno, fra i quali si trova anche la simpatica Pica, la ghiandaia dei nostri posti.

Gli autori

Giuseppe Riggio

Giuseppe Riggio è dell’anno 61 del secolo scorso, lo conoscono molti pirosseni e plagioclasi delle sciare dell’Etna, tanto ha camminato per le sue lande e tanto ha dato in oltre 35 anni di impegno giornalistico per la diffusione della conoscenza e tutela della Montagna. Ha scritto innumerevoli articoli, libri, diretto periodici, e ora è dirigente del Club Alpino Italiano.

Riccardo e Margherita sono marito e moglie (tra di loro!). Tengono a dire che lui scrive le storie che disegna, mentre lei le colora. Camminatori anche loro, hanno illustrato e scritto oltre 40 libri, manuali e albi per ragazzi, alcuni dei quali tradotti per l’estero e insigniti di importanti riconoscimenti.

Domanda irrisolta di chi scrive: “Perché non ci sono i tre autori, disegnati, in almeno uno dei 20 percorsi?”

Sergio Mangiameli
Sergio Mangiameli è del ’64, geologo, giornalista pubblicista, interprete naturalistico, vive sull’Etna. Ha pubblicato i racconti “Dall’ulivo alla luna” (Prova d’Autore, 1996) e “Rua di Mezzo sessantasei” (Il Filo, 2008), i romanzi “Aspettando la prima neve” (Rune, 2009), “Dietro a una piuma bianca” (Puntoacapo, 2010), “Sul bordo” (Puntoacapo, 2013), “Come la terra” (Villaggio Maori, 2015, che ha partecipato a MontagnaLibri 2016 del Trento Film Festival), “Quasi inverno” (A&B Editrice, 2018). Ha scritto i testi di “MicroNaturArt – voci dal microcosmo” (Arianna, 2014), esperimento letterario di fotografia scientifica; i racconti di “Ventiquattr’ore – fotografie di finestre e parole intorno” (Puntoacapo, 2016), i cui scatti sono di Lino Cirrincione; e, assieme al vulcanologo Salvo Caffo, “Etna patrimonio dell’umanità, manuale raccontato di vulcanologia e itinerari” (Giuseppe Maimone Editore, 2016), con le illustrazioni di Riccardo La Spina. Ha scritto i testi dei film corti “La corsa mia” e “Idda”, e i monologhi “Questa storia” e “Il gioco infinito”, visibili entrambi su YouTube. Sul portale web Etnalife, scrive racconti etnei per la rubrica letteraria “Storie dell’altro mondo”. “La piuma bianca” è il suo blog sul magazine online SicilyMag. L’esperimento nuovo è “Le colate raccontate” – vulcanologia storica dell’Etna e narrativa surreale insieme, tra esattezza scientifica e finzione letteraria in racconti –, portato in scena col vulcanologo Stefano Branca e il giornalista Gaetano Perricone.
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