Etna, “esplosione” di premi per il fungo di Giuseppe Famiani

“Sensazioni, Etna in Eruzione” - Foto di Giuseppe Famiani
“Sensazioni, Etna in Eruzione” – Foto di Giuseppe Famiani

Hanno cercato di spiegarlo alla fine degli anni ’90, i cervelloni di Santa Fe, cosa avviene sull’orlo del caos: il concetto di rischio al margine tra ordine e disordine, dove però fiorisce la creatività pura. E dunque la vita. L’Etna non è qui per caso, niente in natura è per caso, il caso nella vita transita solo per gli stolti. Ci sono due zattere di pietra che galleggiano su un oceano di magma e qui, esattamente qui, si scontrano: l’Africa e l’Europa. Il margine è l’Etna, anzi è la sua espressione e la nostra eterna, rischiosa, attrazione e paura. Non spingerci troppo, per non morire, non allontanarci troppo, per non vivere. La correlazione profonda tra la terra e l’uomo può essere fotografata in uno scatto come questo, impressionante. Proprio come la vita, che va seguita per istinto.

Sergio Mangiameli

Con uno scatto delle 10:27, del 4 dicembre 2015, che coglie una esplosione dell’Etna vista da Cesarò, intitolato “Sensazioni, Etna in Eruzione”, Giuseppe Famiani, 30 anni, originario di San Teodoro nel messinese, sta raccogliendo premi e riconoscimenti in concorsi internazionali di fotografia: primo nella categoria “natura” al “Siena International Photography Award 2016”, photo contest a cui hanno partecipato 45mila foto di fotografi di 127 Paesi nel mondo; primo all’International Mountain Summit di Bressanone. Congratulandoci con l’autore, abbiamo chiesto a Sergio Mangiameli di didascalizzare la foto.

(31 ottobre 2016)

Sergio Mangiameli
Sergio Mangiameli è del ’64, geologo, giornalista pubblicista, interprete naturalistico, vive sull’Etna. Ha pubblicato i racconti “Dall’ulivo alla luna” (Prova d’Autore, 1996) e “Rua di Mezzo sessantasei” (Il Filo, 2008), i romanzi “Aspettando la prima neve” (Rune, 2009), “Dietro a una piuma bianca” (Puntoacapo, 2010), “Sul bordo” (Puntoacapo, 2013), “Come la terra” (Villaggio Maori, 2015, che ha partecipato a MontagnaLibri 2016 del Trento Film Festival). Ha scritto i testi di “MicroNaturArt – voci dal microcosmo” (Arianna, 2014), esperimento letterario di fotografia scientifica; i racconti di “Ventiquattr’ore – fotografie di finestre e parole intorno” (Puntoacapo, 2016), i cui scatti sono di Lino Cirrincione; e, assieme al vulcanologo Salvo Caffo, “Etna patrimonio dell’umanità, manuale raccontato di vulcanologia e itinerari” (Giuseppe Maimone Editore, 2016), con le illustrazioni di Riccardo La Spina. Ha scritto i testi dei film corti “La corsa mia” e “Idda”, e i monologhi “Questa storia” e “Il gioco infinito”, visibili entrambi su YouTube. Sul portale web Etnalife, scrive racconti etnei per la rubrica letteraria “Storie dell’altro mondo”. “La piuma bianca” è il suo blog sul magazine online SicilyMag. L’esperimento nuovo è “Le colate raccontate” – vulcanologia storica dell’Etna e narrativa surreale insieme, tra esattezza scientifica e finzione letteraria in racconti –, portato in scena col vulcanologo Stefano Branca e il giornalista Gaetano Perricone.

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