Stagione insipida per i fungaioli etnei

© pietronicosia.it
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È il porcino, l’assente dell’autunno 2014. E ai fungaioli vulcanici non restano che i Nebrodi

Fungaioli (*) dell’Etna a bocca asciutta e cesti vuoti. E così, in mancanza di boleti nei boschi del vulcano, non resta che emigrare sui Nebrodi. Stagione secca e condizioni climatiche non ottimali, non hanno favorito la proliferazione dei funghi nei diversi versanti dell’Etna. Certo, qualcosa sempre si porta a casa, ma, nel complesso il sottobosco è stato parecchio parsimonioso.

In generale, raccontano le cronache, si trova qualche “fungo d’olio”, qualche “russeddu” e soprattutto i “muss’ì voi”, ma l’assente per eccellenza è il fungo per eccellenza: il porcino, o boletus edulis che dir si voglia.

Poche piogge di fine estate e scirocco producono un solo risultato: il porcino chi l’ha visto? Che sia bianco o nero, del “re” neppure l’ombra, o forse appena quella. Certo, sulle strade dell’Etna i porcini sono lì, belli in mostra all’interno delle cassette di legno ad attirare con il loro aspetto e, soprattutto, con il loro odore, ma in gran parte si tratta di prodotti “importati” dai boschi dei Nebrodi. E a Casal Floresta e Cesarò, in molti hanno tentato, anche riuscendovi, la fortuna, ritornando al paesello con qualche chiletto (per carità nessuna abbondanza) da surgelare.

Ormai siamo a ottobre e quel che i fungaioli etnei adesso temono sono le gelate. Qualche pioggia c’è stata e quelle di questi giorni lasciano ben sperare in una seconda parte di ottobre foriera di incontri fantastici nei boschi. Porcini, non puffi …

(*) Ovviamente ci riferiamo a fungaioli assolutamente provvisti di tesserino conseguito dopo corso ad hoc

(4 ottobre 2010)

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