San Giuseppe, tavola e tradizione

Particolarmente sentita nei paesi dell’Etna la festa di San Giuseppe, fra cibi e riti popolari. Fiaccolata a Randazzo nel ricordo di una eruzione che lambì la cittadina

La statua di San Giuseppe con Bambino della matrice di Santa Maria di Licodia
La statua di San Giuseppe con Bambino della matrice di Santa Maria di Licodia

Sempre sentita e partecipata la festa di San Giuseppe nei centri dell’Etna. Al Padre putativo di Gesù, patrono dei falegnami, sono dedicate feste tradizionali a cui s’accompagnano riti che affondano le radici nella notte dei tempi, soprattutto legati ai cibi della tavola del popolo, a cominciare dal “macco” (il passato di fave), dai ceci e dalle crispelle di riso (zeppole) col miele.

A Nicolosi i festeggiamenti, nella chiesa di San Giuseppe, entrano nel vivo mercoledì 18 marzo; a mezzogiorno, nel salone della chiesa, viene distribuita la minestra di ceci. Alle 17 la svelata della statua e, alle 17:30, la processione esterna con l’offerta, da parte del popolo, delle primizie del proprio lavoro. Giovedì 19, giorno di San Giuseppe, alle 11:30 la corsa podistica non competitiva “Trofeo San Giuseppe”. Alle 17 la processione esterna. Chiusura della festa sabato, con inizio alle 16, con la tradizionale vendita all’incanto dei prodotti offerti al Santo.

A Pedara, in chiesa madre, giovedì, solennità di San Giuseppe, al termine della messa vespertina (inizio ore 18), processione per le vie del centro del gruppo statuario della Sacra famiglia.

San Giuseppe è patrono di Santa Maria di Licodia che dedica al Santo protettore una festa a fine agosto, limitandosi, adesso, ad una ricorrenza solo liturgica, celebrata in chiesa madre. Mercoledì 18 si svolge la tradizionale “sbarrata” del simulacro, mentre giovedì 19, al termine della Santa Messa, che inizia alle 18:30, la statua del patrono viene condotta in processione in piazza Umberto.

Randazzo celebra il compatrono, l’altra patrona è la Vergine Assunta, con una festa liturgica e la fiaccolata pomeridiana, che si svolge dal 1982, in ricordo di quello che per la fede popolare fu un prodigio avvenuto nel 1981 e cioè l’intercessione del Santo in occasione di una eruzione dell’Etna, che salvò il paese dalla lava che raggiunse l’Alcantara, limitandosi a lambire l’abitato.

(16 marzo 2015)

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