“Raccontare l’Etna”. Al Parco seminario di formazione per giornalisti

La foto ricordo per il gruppo dei giornalisti partecipanti al seminario "Raccontare l'Etna", riuniti attorno alla stele celebrativa del riconoscimento Unesco
La foto ricordo per il gruppo dei giornalisti partecipanti al seminario “Raccontare l’Etna”, riuniti attorno alla stele celebrativa del riconoscimento Unesco

L’ex Monastero Benedettino di Nicolosi, teatro di uno degli eventi di formazione permanente rivolti ai giornalisti iscritti all’Ordine professionale

Raccontare l’Etna evitando di scadere in facili sensazionalismi che non giovano proprio a nessuno: i titoli a effetto saranno forse buoni per acchiappare click, ma ben presto si trasformeranno in un boomerang che ritornerà sulla testa di tutti.
L’Etna, il suo straordinario patrimonio scientifico e naturalistico e le sue intemperanze, al centro dell’ultimo seminario dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, allestito nell’ambito della formazione professionale permanente, svoltosi nella sede del Parco dell’Etna, l’ex Monastero Benedettino di San Nicolò La Rena a Nicolosi.

Al centro dei lavori il giusto modo di raccontare il vulcano, un modo che dovrebbe bandire quegli inutili allarmismi che trasformano, spesso, un evento naturale e di routine, in emergenza.
Di questo hanno discusso cinque relatori di grande livello: Giovanni Tomarchio, (giornalista TGR Sicilia), il vulcanologo del Parco Salvo Caffo, la dirigente agronoma Rosa Spampinato, la presidente del Parco dell’Etna Marisa Mazzaglia ed il giornalista e responsabile dell’ufficio stampa dell’ente Gaetano Perricone.

Nel suo intervento, Giovanni Tomarchio ha parlato del vulcano e dell’uomo, con le sue azioni e contraddizioni, sottolineando quanto siano fondamentali, per raccontare l’Etna, rigore e correttezza nell’informazione; al termine dell’intervento è stato proiettato il cortometraggio (testi e immagini di Giovanni Tomarchio) “La corda spezzata”, sull’eruzione del 2002-2003.
Il vulcanologo Salvo Caffo, abbastanza critico su un certo modo di informazione che spesso presta il fianco alle consuetudini devianti dei social media, ha raccontato l’Etna come vulcano unico per le sue peculiarità geologiche e come fonte di studi scientifici di straordinario valore da ben 2700 anni, mentre Rosa Spampinato ha illustrato con grande semplicità e chiarezza “L’altra Etna“, quella delle piante, dei boschi, dei preziosi e unici prodotti frutto della meravigliosa fertilità del terreno lavico.

Del Parco, di alcune delle sue problematiche, dei rapporti con le popolazioni locali e con il mondo dell’informazione, ha parlato la presidente Marisa Mazzaglia, mentre il giornalista responsabile dell’ufficio stampa Gaetano Perricone, che ha condotto il seminario, ha raccontato delle tante visite illustri, da ogni parte del mondo, sull’Etna, vissuta da sempre come patrimonio dell’umanità nel sentire e nell’immaginario collettivo.

(29 giugno 2015)

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