Qui ci vuole un extraterrestre

Mi presento. Sono un extraterrestre, marziano della regione del nord dalla pelle verde e gli occhi fuori dalle orbite.
Di mestiere esploro l’Universo. Di solito quando il mio mezzo aerospaziale sta per finire il carburante spengo i motori e lancio il paracadute al titanio. Pian piano inizio a scendere dondolando. Questa volta il  navigatore interstellare continua a ripetere che la mia destinazione si chiama Sicilia: una macchia in mezzo al mare, che diventa sempre più grande. Vedo che c’è anche un grande vulcano che fuma come quelli che una volta erano presenti anche sul mio lontano pianeta. Mentre scendo riesco a scorgere sempre meglio il pezzo di Terra che sta per accogliermi.

Vedo rocce, tante, tantissime case. E poi migliaia di strani mezzi fatti di lamiera  che si muovono lentamente sotto il sole, uno dopo l’altro, sembrano grandi ma dentro c’è quasi sempre un solo umano siciliano. Ci sono anche tanti alberi verdi intorno al vulcano che fuma, mi piacciano tanto. Dalle nostre parti non se ne vedono più da millenni. Ma accanto agli alberi ci sono rottami, vecchi pezzi di mobili, ruote sgonfie, calcinacci. Perché i terrestri non li buttano tutti dentro i vulcani invece di lasciarli sparpagliati nei loro boschi? Da noi li usavamo così i nostri crateri, come inceneritori degli scarti delle nostre vite.

E poi – mentre la mia astronave continua a dondolarsi sotto il paracadute scendendo verso l’isola che chiamano Sicilia – mi accorgo che improvvisamente tutti quelli che erano in fila sotto il sole, ed anche quelli che stavano scaricando i vecchi copertoni sotto gli alberi, e persino gli umani che stavano litigando all’incrocio tra due strade di un piccolo paese, tutti, ma proprio tutti si sono accorti di me e della mia astronave senza più carburante.
Adesso tutti insieme guardano verso il cielo. Io osservo loro dal mio oblò. E mi preoccupo un po’. Ma cosa aspettano? Perché si sono fermati tutti all’improvviso? Poi mi viene un terribile dubbio: vuoi vedere che questi qua si sono convinti che adesso arriva il marziano e gli risolve tutti i problemi… ?


ET di Giuseppe Riggio – Leggi altri articoli

Giuseppe Riggio racconta l'Etna e la Sicilia da trentacinque anni. Giornalista pubblicista ha collaborato con importanti testate locali e nazionali. Autore di diversi libri dedicati alle bellezze nascoste della nostra regione ha dedicato anni di ricerche alla valorizzazione della memoria del Novecento. Per l'editore Maimone ha diretto per otto anni il trimestrale culturale Etna Territorio ed ha scritto alcune delle sue opere più recenti. Vive pensando positivo, immerso nelle contraddizioni di un'isola meravigliosa, ma – forse – incorreggibile.
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