Pasqua, ad Adrano di scena angeli e diavoli

Adrano, la diavolata - © pietronicosia.it
Adrano, la “Diavolata” – © pietronicosia.it

Nel comune pedemontano uno dei momenti più sentiti della Pasqua siciliana che vede il clou domenica mattina con “I Diavulazzi di Pasqua”

È Adrano, senza dubbio alcuno, la città dell’Etna nella quale si vive il momento più importante della Pasqua all’ombra dell’Etna, uno degli eventi della Pasqua siciliana, ricca di suggestioni che rimandano al periodo spagnolo.

Il Giovedì Santo i riti iniziano in serata con la processione della seicentesca statua del Cristo alla Colonna, dal capo pendente. Il corteo religioso inizia dalla chiesa di San Sebastiano per attraversare via Garibaldi e raggiungere la Chiesa Madre. A condurre il fercolo sulle spalle sono gli uomini con passo lento e sofferente, manifestato da tre passi avanti e due indietro, che sembra far rivivere il tormento del Cristo. La processione visita diverse chiese dove sono allestiti i sepolcri.

Il Venerdì mattina la città si anima di buonora per la processione dell’Addolorata, portata a spalla da donne e uomini, tradizionalmente i barbieri. In serata la processione del Cristo Morto, ” ‘U Lizzanti” (l’Agonizzante), che attraversa le vie del paese sulle spalle degli universitari con indosso il cappello a punta, mentre le confraternite cittadine sfilano con la cappa bianca e la mozzetta (la mantellina) di diverso colore a seconda della confraternita di appartenenza.

La Domenica di Pasqua, nel corso della prima mattinata attraversano in processione le vie di Adrano le statue del Cristo Risorto, della Madonna e dell’Angelo. A mezzogiorno (e replica alle 20), in piazza Umberto, ha luogo il momento più rappresentativo della Pasqua adranita: la Diavolata (“I Diavulazzi ‘i Pasqua“), a cui segue l’Angelicata. Il dramma religioso risale al 1752 ed è opera di don Anselmo Laudine.
Personaggi principali sono i diavoli Lucifero, Belzebù, Astarot; la Morte; l’Umanità; e l’Arcangelo Michele. I diavoli cercano di convincere l’Umanità a restare dannata, poichè il cadavere di Gesù Cristo, che è risorto, non è più nel sepolcro, ma interviene l’Arcangelo Michele che sconfigge definitivamente Lucifero, liberando l’Umanità. Dal 1980 è stata introdotta l’Angelicata, anch’essa opera di Laudine, ma sino a quall’anno non rappresentata, nella quale due Angeli offrono doni alla Madonna e al Cristo Risorto, che proclama la Madre Regina del Cielo.

A conclusione, dinanzi alla chiesa di Santa Chiara, avviene l’incontro tra Maria e Gesù, la cosiddetta “Pace”: la Madonna, che già dal mattino era alla ricerca del Figlio risorto, lo incontra e tocca la sua piaga, mentre un Angelo annuncia all’umanità la redenzione degli uomini.

(2 aprile 2015)

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