“Meglio Parco che sporco”, appello intellettuali ai cittadini

Il pino laricio inizia a colonizzare le lave relativamente recenti del versante Ovest - © pietronicosia.it
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Si avvicina la data del 22 novembre quando l’Etna verrà ripulito dai rifiuti. Appello alla partecipazione firmato Giambattista Condorelli,  Sergio Mangiameli, Giuseppe Riggio, Pina Balsamo, Gaetano Perricone

 

Cari amici,
l’Etna ha bisogno di voi.
Pur invincibile nelle sue manifestazioni eruttive, forte da far paura nelle sue tormente invernali, severa con gli escursionisti nelle giornate di fitta nebbia, essa è invece vulnerabile e vulnerata per la cosa più banale: i rifiuti! Come d’altronde tutta la nostra amata Sicilia, anche l’Etna soffre per il problema apparentemente più semplice del mondo, quello che non richiede tecnici specializzati e tecnologie d’avanguardia, cioè la raccolta dei rifiuti, possibilmente differenziati, ed il trasporto nei luoghi deputati al loro smaltimento.

E ciò a causa di un inestricabile coacervo di problemi che vanno dalla diseducazione di tanti individui, alla mancata definizione dei compiti nelle pubbliche amministrazioni, agli effetti della recessione economica, che invoglia tanti piccoli produttori di rifiuti a smaltirli sui bordi delle strade o nei boschi, e che, nel contempo limita, per pochezza di fondi, la possibilità d’intervento delle forze dell’ordine.

Per cancellare quest’assurdità, che tanto stride con l’inserimento della nostra Montagna nella lista del Patrimonio dell’Umanità, il Parco dell’Etna organizza per il secondo anno una giornata di raccolta di rifiuti, avendo chiesto ed ottenuto con entusiasmo la collaborazione di tantissime associazioni che operano nei settori dell’escursionismo, dello sci, dell’equitazione, della conoscenza della fauna e della flora, dell’educazione ambientale e addirittura dell’archeologia, tutte unite da un forte impulso verso la protezione dell’ambiente, di un folto gruppo di militari americani della base di Sigonella, della Provincia regionale di Catania e di tutti i Comuni i cui territori insistono alle falde del Vulcano.

“Meglio Parco che sporco”, così è chiamata la giornata, avrà luogo sabato 22 novembre, con inizio alle ore 9. Le associazioni e i gruppi hanno già indicato al Parco le aree da loro prescelte per essere ripulite. I Comuni, la Provincia e le aziende che operano nel settore della raccolta di rifiuti metteranno a disposizione i cassoni, gli automezzi e le attrezzature occorrenti per portare a valle quanto raccolto dai volontari e terranno aperte le isole ecologiche, che accoglieranno, in via eccezionale, anche i rifiuti indifferenziati.

Se non fate parte di alcuna associazione, venite lo stesso, anche se non avrete preavvisato il Parco, perché vi assicuriamo che non ci sarà strada di avvicinamento alle quote medie dell’Etna dove non troverete qualche gruppo alacremente al lavoro, con cui potrete dividere anche una sola ora di fatica e, perché no, fare amicizia. Basta solo che veniate dotati di guanti da giardinaggio e di alcuni robusti sacchetti di plastica.

Sappiate che, parallelamente all’azione di volontariato, stiamo anche mettendo a fuoco ogni possibile strumento che la legislazione italiana mette a disposizione per debellare quello che è l’aspetto più grave del problema e cioè il trasporto con automezzi e la dispersione nell’ambiente non solo dei comuni sacchetti di rifiuti domestici, ma addirittura di cumuli di pneumatici, sfabbricidi, pezzi sanitari, elettrodomestici rotti, mobili usati ecc….

Dateci una mano anche voi e vedrete che ne varrà la pena. Noi siamo più numerosi di chi sporca e non ci stanchiamo di combattere per il nostro ambiente più pulito e decoroso. Siamo fiduciosi che non sarà un sacrificio inutile, perché abbiamo percepito che un piccolo passo avanti è stato già fatto dall’anno scorso ad oggi, e crediamo che, come dicevano gli antichi, gutta cavat lapidem (la goccia scava la pietra ..) !!!

Giambattista Condorelli
Sergio Mangiameli
Giuseppe Riggio
Pina Balsamo
Gaetano Perricone

(13 novembre 2014)

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