La pera Coscia dell’Etna, “stella” anticarie

Nell’ambito del “Mese della salute orale” i consigli sul potere nutritivo, cariogeno e anticariogeno dei cibi. La pera etnea favorisce l’azione meccanica di rimozione dei residui di cibo

La pera "Coscia"
La pera “Coscia”

La pera “Coscia” irrompe nel mese della prevenzione dentale. La pera, il cui nome popolare per intero sarebbe “Coscia di monaca”, è una delle principali e rinomate colture dell’Etna, con il suo sapore dolce e delicato, la polpa bianca e granulosa e la maturazione estiva. Gli areali specifici sono le zone dei comuni di Maniace e Bronte e la frazione di Carcaci, nell’area nord-occidentale del vulcano.

Dicevamo di prevenzione dentaria che si svolge fino al 31 marzo con visite odontoiatriche gratuite. Nell’ambito dell’iniziativa medica di prevenzione, la CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) ha fornito consigli sul potere nutritivo, cariogeno, anticariogeno e cariostatico dei cibi associati ad un programma educativo che declina i contenuti del Regolario di Igiene Orale 3.0 e della Piramide Odonto-alimentare, che suggerisce come abbinare i cibi per ridurre il rischio delle carie.

La pera “Coscia” è indicata come “prodotto star” nel paniere della “spesa salva denti”, grazie alle proprietà anticarie, non tanto per la sua struttura chimica ma per la sua azione meccanica di rimozione dei residui di cibo. Per prenotare la visita gratuita nell’ambito del “Mese della salute orale”, collegarsi al sito Prontodentista.

(18 marzo 2015)

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