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Etna, comunicato di attività vulcanica del 9 settembre 2019

ore 17.30 – L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica che persiste l’attività stromboliana al Cratere di Nord Est, che produce cenere diluita che si disperde in atmosfera in prossimità dell’area sommitale.
L’ampiezza del tremore vulcanico permane su un livello alto; inoltre, si segnala che dalle ore 10:50 essa ha mostrato un ulteriore incremento. La localizzazione delle sorgenti del tremore vulcanico è ubicata in corrispondenza del Cratere di Nord-Est ad una quota di circa 3000 m s.l.m. Le sorgenti dei segnali infrasonici continuano ad essere localizzate in corrispondenza dello stesso cratere.
La rete clinometrica etnea mostra modeste variazioni osservabili, in particolare, alle stazioni di Punta Lucia e Pizzi Deneri. Il segnale tilt, inoltre, presenta una rumorosità tipicamente associata a fasi di tremore alto. La rete GPS non mostra sostanziali variazioni.
Il flusso di SO2 misurato tramite la rete FLAME ha indicato alle 15:25 UTC un valore medio-giornaliero di 4800 t/g che pone il degassamento su un livello medio e al di sotto della soglia di attenzione delle 5000 t/g. In dettaglio, i dati infra-giornalieri hanno mostrato un’ampia variabilità con transienti di flusso che hanno raggiunto massimi sino a 11.650 t/g attestando il regime di degassamento su un livello alto.


ore 05:36 – L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica che le reti di monitoraggio hanno registrato alle ore 05:36 (03:36 UTC), una attività stromboliana.
In particolare, con l’ausilio delle telecamere di sorveglianza si osserva attività stromboliana al Cratere di Nord-Est, accompagnata da attività infrasonica localizzata allo stesso cratere. L’ampiezza del tremore vulcanico permane su un livello alto.


ore 04:49 – L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica che le reti di monitoraggio hanno registrato alle ore 04:49 (02:49 UTC), una repentina variazione dei parametri monitorati.
In particolare si osserva un repentino incremento dell’ampiezza del tremore vulcanico.

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