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Elezioni sul pianeta Sicilia

Dalle mie parti abbiamo da tempo risolto ogni problema di governo: ogni anno facciamo un sorteggio fra i marziani più saggi e che non hanno figli disoccupati ed estraiamo a sorte un uomo ed una donna cui chiediamo di occuparsi di quello che abbiamo in comune. Sul vostro pianeta invece ho saputo che andate spesso a votare. Anzi nei giorni scorsi vi siete recati due volte ad esprimere le vostre preferenze per scegliere gli umani che debbono occuparsi dei vostri paesi.
A me è sembrato uno spreco energetico tutto questo agitarsi per poi andare addirittura due volte nello stesso posto per scegliere chi è bravo ad occuparsi dello spazzamento delle strade, delle serate estive e delle buche nelle strade.

Poi siccome a noi spaziali piace molto la matematica – che tanto quella si capisce in tutte le lingue – ho guardato i numeri di quelli che hanno partecipato alle elezioni dei sindaci siciliani la prima volta e la seconda volta. Mi sono fatto quattro conti semplici, semplici senza bisogno di accendere il mio tablet:
per la prima elezione sono andati a votare in Sicilia mediamente 58 elettori su 100, che hanno scritto due nomi, quello di un candidato consigliere e quello di un candidato sindaco. In quei giorni ho osservato i terrestri per le strade e davanti ai seggi. Ed ho capito che ogni siciliano non è mai solo in questi casi, ma è sempre circondato da tanti amici che lo cercano, gli offrono delle bevande calde o fredde (caffè, te, seltz-limone-sale) e questo è molto bello. Perché invece da noi siamo ormai spesso soli.

In molti casi però la maggioranza dei terrestri di quel paese non sono stati d’accordo su chi doveva comandare per cinque anni nel posto in cui abitano. Così sono dovuti tornare per la seconda volta nello stesso posto, certe volte alla stessa ora, per decidere tra due nomi soli. Nella seconda occasione non è stato però divertente come due domeniche prima. Sono andato a vedere ed ho osservato (un po’ di nascosto, per non farmi notare troppo) che i siciliani avevano questa volta meno amici ed erano quindi un po’ soli come noi marziani. Soprattutto nessuno offriva da bere al bar. Come mai, mi sono chiesto? Ovvio, mi sono risposto. La prima volta c’erano almeno 350 candidati ed invece la seconda volta solo due, anche se la seconda volta si trattava dei candidati più importanti, quelli che avrebbero governato per davvero e non solo con le chiacchiere.

Ho letto su internet che per il “ballottaggio” (lo chiamano così con questa parola difficile) sono tornati ad esprimere la loro idea mediamente solo 40 elettori terrestri su 100 e di questi circa il 55 per cento hanno scelto il sindaco del paese. Facendo quattro divisioni con la matita vuol dire che su 100 siciliani che potevano decidere su chi deve far diventare più bello il posto in cui abitano hanno effettivamente deciso ( il 55 per cento dei 40 che sono tornati a votare) solo in 22 (ventidue). In più i ventidue che hanno scelto il comandante del paese molto spesso non erano gli stessi trentacinque o quaranta che avevano scelto i saggi che dovranno consigliare il comandante, che anzi ho saputo che si sono spesso presentati con idee del tutto diverse da quelle del sindaco. Insomma tutto questo mi pare un bel casino anche per noi spaziali. Mi è venuto il dubbio che forse è meglio il nostro sorteggio tra quelli che non hanno figli disoccupati…


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Giuseppe Riggio
Giuseppe Riggio racconta l'Etna e la Sicilia da trentacinque anni. Giornalista pubblicista ha collaborato con importanti testate locali e nazionali. Autore di diversi libri dedicati alle bellezze nascoste della nostra regione ha dedicato anni di ricerche alla valorizzazione della memoria del Novecento. Per l'editore Maimone ha diretto per otto anni il trimestrale culturale Etna Territorio ed ha scritto alcune delle sue opere più recenti. Vive pensando positivo, immerso nelle contraddizioni di un'isola meravigliosa, ma – forse – incorreggibile.

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