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Bronte, grandinata dimezza produzione di pistacchio

Una delle stagioni più ricche falcidiata da chicchi grossi come noci. Istanza alla Regione per il riconoscimento dello stato di calamità

I danni provocati dalla grandinata
I danni provocati dalla grandinata

Si prospettava una delle più ricche produzioni di pistacchio degli ultimi tempi. Il mite clima primaverile era stato di grande aiuto per le preziose piante di pistacchio di Bronte, che già mostravano frutti in quantità. I produttori già pregustavano una raccolta straordinaria, ma non sarà così. In 30 minuti l’80% della produzione in 10 contrade di Bronte è andata perduta a causa di una violenta grandinata che i più anziani ricordano raramente nel mese di giugno.
Intorno alle 15 del 9 giugno, infatti, su Bronte, si è abbattuto un violento temporale accompagnato da forte vento. Diversi rami delle robuste piante di pistacchio non hanno resistito e si sono subito spezzati. Il peggio però doveva ancora arrivare. Alle 15,30 la pioggia si è trasformata in grandine. Chicchi grossi come noci che hanno letteralmente falciato i teneri pistacchi sulle piante.
Per i produttori il danno peggiore degli ultimi tempi. Chi in serata è andato in campagna ha trovato un tappeto di pistacchi per terra e la produzione perduta.

Così il sindaco, Pino Firrarello, ha convocato con urgenza l’ufficio Agricoltura ed inviato al presidente della Regione siciliana, al Prefetto di Catania, all’Assessorato delle Risorse agricole, all’Agenzia delle Entrate ed a tutti i servizi tecnici regionali e provinciali al servizio dell’agricoltura un telegramma esplicito: “Sui pistacchieti delle contrade di Bronte – si legge nel telegramma – si è abbattuto un violento fenomeno temporalesco con una fortissima grandinata che ha distrutto parte della preziosa produzione di pistacchio.
In particolare nella contrade Passo Zingaro, Galluzzo, Quattro Miglia, Tre Miglia, Rivolita, Cipollazzo, Rizzonito, Rocca Tufano, Roccarello, Carba e Triporanello le produzioni sono andate abbondantemente  distrutte. Da una prima stima il 50% della produzione nell’intero territorio brontese è andata perduta. Si chiede pertanto il riconoscimento dello stato di calamità naturale ai sensi delle vigenti normative”.

Le ripercussioni economiche al momento sono incalcolabili. Difficile stabilire l’esatta entità del danno. Certo è che buona parte dell’agricoltura brontese è letteralmente in ginocchio.
Non a caso il sindaco ha convocato una riunione nella Pinacoteca del Collegio Capizzi, invitando i produttori a cui è stato chiesto di presentare personalmente opportuna richiesta di riconoscimento di calamità naturale.

(11 giugno 2015)

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