Nel 2026 l’UNESCO si pronuncerà sulla candidatura internazionale delle infiorate e delle composizioni di arte effimera con materiali naturali. Una tradizione secolare che unisce popoli e territori, e che oggi guarda al futuro con speranza
Il 10 luglio 2025 il Ministero della Cultura ha ufficializzato una notizia accolta con entusiasmo dalle comunità artistiche di cinque Paesi: nel corso del 2026, l’UNESCO valuterà la candidatura della tradizione delle infiorate e delle composizioni di arte effimera per l’inserimento nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.
La proposta, presentata nel 2024 dalla Spagna in collaborazione con Belgio, Italia, Malta e Messico, è frutto di anni di cooperazione internazionale e rappresenta un importante riconoscimento per un patrimonio culturale condiviso, profondamente radicato nelle comunità locali. A sostenere con convinzione questa iniziativa c’è anche l’Associazione Culturale Coriandolata, attiva sin dal 2017 all’interno del Coordinamento Internazionale delle Arti Effimere (CIDAE), promotore del dossier di candidatura.
Le infiorate e le opere di arte effimera, realizzate con petali, sabbie colorate, semi, cortecce e altri materiali naturali, sono manifestazioni che uniscono arte, spiritualità e identità collettiva. Spesso create in occasione di festività religiose, queste composizioni temporanee rappresentano una forma di espressione comunitaria che celebra la creatività artigianale e la trasmissione di saperi da una generazione all’altra.
Ma dietro la bellezza dei “tappeti effimeri” si cela anche un messaggio più profondo. “La candidatura riflette valori universali come la sostenibilità ambientale, il rispetto per la diversità culturale e la partecipazione collettiva,” sottolineano i rappresentanti della Coriandolata. “È un modo per rafforzare il legame con il territorio e promuovere il dialogo tra culture diverse.”
Nel corso degli anni, grazie al lavoro svolto all’interno del CIDAE, le comunità coinvolte hanno dato vita a un vero e proprio movimento artistico e sociale, che travalica i confini geografici e si fonda sui principi di cooperazione, pace e perseveranza.
Un eventuale riconoscimento da parte dell’UNESCO, sottolinea l’Associazione, rappresenterebbe una svolta decisiva per la tutela e la valorizzazione internazionale di questa forma d’arte unica, garantendone la continuità e rafforzandone la visibilità a livello globale.
