Ore 11:25
L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica che dalle telecamere di sorveglianza e da rilievi di terreno svolti da personale INGV si osserva che il campo lavico in Valle del Bove è ancora alimentato. Il flusso lavico, il cui fronte si attestava ieri a quota 1400 m s.l.m., ha raggiunto la quota di 1360 m s.l.m., affiancandosi al flusso lavico dei giorni precedenti, ormai fermo e in raffreddamento.
Inoltre, più a monte, a quota circa 1500 m s.l.m., si osserva un nuovo flusso lavico attivo, anch’esso in sovrapposizione sui precedenti. A causa delle avverse condizioni meteorologiche non è stato possibile osservare la zona sommitale del vulcano.
Dal punto di vista sismico, l’ampiezza media del tremore vulcanico ha mostrato, a partire dalle ore 00:00 UTC circa del giorno 5 gennaio, un lento e graduale incremento che ha raggiunto la fascia dei valori alti intorno alle ore 05:20 UTC. Successivamente si è osservato un repentino decremento dell’ampiezza, che attualmente si attesta su valori bassi. La localizzazione del centroide delle sorgenti del tremore vulcanico risulta ubicata in un’area posta a nord-ovest dal cratere di Sud-Est, a un’elevazione di circa 1500–2000 m s.l.m.
Si segnala che alle ore 05:19 UTC è stato registrato un segnale sismico ben visibile, soprattutto alle stazioni sommitali, della durata di circa due minuti. Tale segnale non è associabile ad attività di fratturazione o ad attività esplosiva, ma è presumibilmente riconducibile a un evento franoso.
Per quanto riguarda i segnali infrasonici, non è stato possibile effettuare una valutazione attendibile, sia in termini di tasso di occorrenza sia di ubicazione delle sorgenti, a causa dell’elevato rumore dovuto alle avverse condizioni meteorologiche.
Lo strainmeter DRUV, a partire dalle ore 19:00 UTC circa del 4 gennaio, mostra un’inversione di tendenza, con l’inizio di una lieve fase in compressione caratterizzata da alcune oscillazioni (allo stato attuale sono stati cumulati circa 15 nanostrain). La stessa variazione, inferiore a 0,5 microradianti, è visibile sul clinometro sommitale ECP. La rete GNSS (HF) non mostra variazioni significative.
