Ore 13:52
L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica che dalle telecamere di sorveglianza e dai rilievi di terreno svolti da personale INGV con l’ausilio di droni si osserva che il campo lavico in Valle del Bove è ancora alimentato e che il fronte più avanzato ha raggiunto lentamente la quota di circa 1360 m s.l.m.
In particolare, il sorvolo con drone ha permesso di dettagliare che l’area più attiva del campo lavico si trova più a monte di Rocca Musarra, tra quota 1800 e 1700 m s.l.m., dove un flusso lavico, che si è sovrapposto a quello dei giorni precedenti (fronte a 1360 m s.l.m.), dal suo canale di scorrimento sta alimentando diversi flussi lavici di minore entità. Attualmente, il fronte del flusso lavico in sovrapposizione si attesta a quota di circa 1600 m s.l.m.
Dalle immagini delle telecamere di sorveglianza si osserva inoltre che continua, con intensità variabile, l’attività stromboliana al cratere Voragine, con blande emissioni di cenere che si disperdono rapidamente in area sommitale.
Dal punto di vista sismico, l’ampiezza media del tremore vulcanico ha mostrato, a partire dalle ore 11:00 circa del giorno 2 gennaio, delle oscillazioni, sempre nei valori medi, che talvolta hanno raggiunto la fascia dei valori alti. La localizzazione del centroide delle sorgenti del tremore vulcanico risulta ubicata in un’area posta in prossimità del cratere Voragine, ad una elevazione di circa 2800–3000 m s.l.m.
Riguardo ai segnali infrasonici, non è stato possibile effettuare una valutazione attendibile, sia per quanto riguarda il tasso di occorrenza sia l’ubicazione delle sorgenti, a causa delle avverse condizioni meteorologiche.
Le reti di monitoraggio delle deformazioni del suolo non mostrano variazioni significative.
