Ore 18:24
L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica che dall’analisi delle immagini delle telecamere di sorveglianza e da rilievi vulcanologici e con droni effettuati da personale INGV in area sommitale, si osserva che prosegue con intensità variabile l’attività stromboliana al Cratere di Sud-Est.
Tale attività produce modeste e sporadiche emissioni di cenere che si disperdono rapidamente in area sommitale sotto l’azione dei venti in quota. Nelle fasi più energetiche, l’attività stromboliana è caratterizzata dall’aumento del numero delle esplosioni e da prodotti piroclastici che ricadono oltre l’orlo craterico.
Persiste l’attività effusiva dalla bocca di quota 2980 m s.l.m. Quest’ultima alimenta un campo lavico che presenta almeno tre flussi principali, che in area distale alla bocca effusiva, si dividono anch’essi in ulteriori flussi lavici, il cui fronte più avanzato, intorno alle ore 12:00, si attestava a quota di circa 2350 m s.l.m., poco a monte delle bocche del 1610 e di Mt. Pecoraro.
Inoltre, dai rilievi effettuati, si osserva che il campo lavico prodotto dalla bocca effusiva di quota 3100 m s.l.m. non è attivo ed è in raffreddamento, mentre quello relativo alla bocca posta a 3200 m s.l.m. è ancora alimentato e il fronte più avanzato, che si sviluppa in direzione SE, alle 12:00, si attestava alla quota di circa 2870 m s.l.m.
Dal punto di vista sismico, nelle ultime 24 ore l’ampiezza media del tremore vulcanico si è mantenuta su valori elevati e le localizzazioni del centroide delle sue sorgenti risultano sempre confinate nell’area del Cratere di Sud-Est, ad una quota di circa 3000 metri al di sopra del livello medio del mare.
Dopo l’intensa attività infrasonica registrata nella giornata di ieri, dalle prime ore di oggi si registra una chiara diminuzione del tasso di accadimento e dell’ampiezza degli eventi infrasonici. Questi ultimi, che presentano valori di ampiezza bassa e media, risultano localizzati al Cratere di Sud-Est.
I segnali di deformazione del suolo registrati dalle reti non mostrano variazioni significative rispetto agli ultimi giorni. La stazione dilatometrica DRUV continua a mostrare una lenta variazione in decompressione, cumulando ad oggi, a partire dall’inizio dell’attività effusiva in corso, un totale di circa -55 nanostrain.
