
Ore 20:46
L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica che, grazie al miglioramento delle condizioni di visibilità, è ora possibile osservare l’intero teatro eruttivo.
Alle ore 18:48 è iniziata una serie di forti esplosioni al Cratere di Nord-Est, che hanno lanciato materiale piroclastico grossolano su tutto il cono e ben oltre la sua base. Al momento della diffusione del presente comunicato sono in corso sporadiche esplosioni stromboliane, alcune delle quali di forte intensità, sempre al Cratere di Nord-Est.
Nel frattempo si è intensificata l’attività alla bocca ubicata sull’alto fianco del cratere Voragine, che attualmente produce una fontana di lava costante, alta alcune decine di metri. La colata lavica emessa da una bocca alla base orientale della Voragine, segnalata nel comunicato delle ore 11:36, è tuttora alimentata. Dalle immagini satellitari acquisite in mattinata si è potuto stimare che la colata ha percorso circa 1,8 km in direzione est, verso la Valle del Bove.
L’ampiezza media del tremore vulcanico, dopo la rapida diminuzione segnalata nel comunicato precedente, si è stabilizzata su valori comunque elevati fino alle ore 19:45 circa. Successivamente si è verificato un nuovo repentino aumento, durato fino alle 20:15 circa, al termine del quale l’ampiezza si è riportata su valori comparabili a quelli osservati prima di questo breve episodio.
La localizzazione del centroide delle sorgenti del tremore vulcanico non è attualmente disponibile per motivi tecnici. L’ultima localizzazione, alle ore 18:00, mostrava il centroide permanere in un’area leggermente a nord-ovest del Cratere di Nord-Est, a una quota compresa tra circa 2800 e 3000 metri sul livello del mare.
Gli eventi infrasonici, dopo un decremento temporalmente associato alla diminuzione dell’ampiezza del tremore vulcanico, a partire dalle ore 19:48 circa si sono riportati su valori molto elevati della frequenza di accadimento fino alle ore 19:10 circa, con ampiezze in alcuni casi molto elevate. Tali eventi continuano a essere localizzati principalmente al Cratere di Nord-Est e, in modo subordinato, alla Bocca Nuova.
L’analisi dei dati di deformazione del suolo non mostra variazioni significative rispetto all’ultimo comunicato in nessuna delle reti di sensori. La rete clinometrica evidenzia una sostanziale stabilità, compreso il clinometro sommitale ECP, dalle ore 17:30 circa. Anche il dilatometro DRUV risulta stabile dalla stessa ora.
Infine, la rete GNSS ad alta frequenza continua a non evidenziare variazioni al di sopra del rumore di fondo.

Ore 16:28
L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica che dopo alcune ore di relativa calma, un nuovo episodio di fontana di lava è iniziato al Cratere di Nord-Est alle ore 15:15. L’attività è aumentata molto repentinamente, producendo getti di lava alti 300–400 m e una colonna eruttiva carica di materiale piroclastico, che si è alzata alcuni chilometri sopra la cima dell’Etna per poi essere spinta dal vento verso ovest.
Alle 15:45 l’attività ha cominciato a diminuire e la fontana è passata a forti esplosioni con bolle di lava, che hanno lanciato materiale piroclastico grossolano fino alla base del cono e oltre. Al momento del rilascio del presente comunicato persiste un’emissione di cenere intermittente. Rispetto all’episodio di fontanamento della mattina, questo è stato più energetico, con fontane più alte e una colonna eruttiva più densa.
Nel contempo è continuata una modesta attività esplosiva dalla bocca apertasi sul fianco orientale della Voragine, che sta producendo un continuo pennacchio di cenere alto qualche centinaio di metri. Questa attività è tuttora in corso.
La copertura nuvolosa sul versante orientale non permette di vedere se la colata lavica segnalata nel comunicato precedente sia ancora alimentata.
L’ampiezza media del tremore vulcanico, dopo la rapida diminuzione segnalata nel comunicato precedente, si è stabilizzata su valori alti fino alle ore 14:40 circa, quando si è verificato un nuovo repentino aumento dell’ampiezza, raggiungendo rapidamente valori caratteristici delle fontane di lava. Dalle ore 15:55 circa si osserva un nuovo decremento dei valori di ampiezza. La localizzazione del centroide delle sorgenti del tremore vulcanico permane leggermente a nord-ovest del Cratere di Nord-Est, a un’elevazione di circa 2800–3000 m s.l.m.
Gli eventi infrasonici, dopo un decremento temporalmente associato alla diminuzione dell’ampiezza del tremore vulcanico, a partire dalle 13:00 circa si sono riportati su valori molto elevati della frequenza di accadimento, con ampiezze ugualmente elevate. Gli eventi continuano ad essere localizzati principalmente al Cratere di Nord-Est e subordinatamente alla Bocca Nuova. Dalle ore 15:15 circa è stato osservato un nuovo episodio di tremore infrasonico, con ampiezze elevate tipiche dei valori associati alle fontane di lava.
Il segnale clinometrico mostra, dopo la deformazione di 3,5 microradianti precedentemente segnalata al sensore sommitale ECP, una fase di inversione del trend che cumula circa 1,5 microradianti dalle 11:00 alle 12:00 circa. Tale segnale rimane stabile fino alle 15:30 circa, quando una nuova fase di deflazione sembra iniziare, accumulando circa 1,5 microradianti e accennando a una flessione alle 16:00 UTC.
Anche il dilatometro DRUV, dopo la fase di decompressione precedentemente descritta, ha mostrato un’inversione del trend accumulando una compressione di circa 80 nanostrain, con velocità decrescente dalle 10:40 alle 15:00. Da quel momento una nuova decompressione inizia e, sino alle 16:00, ha accumulato circa 70 nanostrain. Nessun segnale significativo è osservabile sulla rete GNSS ad alta frequenza.
Ore 11:36
L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica che nelle ultime 24 ore l’attività eruttiva ai crateri sommitali dell’Etna si è ulteriormente intensificata. Al Cratere di Nord-Est è continuata l’attività stromboliana, con esplosioni quasi continue. Durante le ore notturne la visibilità era fortemente limitata a causa di una densa copertura nuvolosa; tuttavia le nuvole erano costantemente illuminate da forti bagliori.
Verso le ore 09:00 UTC, in condizioni di visibilità parzialmente migliorate, si è osservato un rapido incremento nell’intensità dell’attività, con fontane di lava alte circa 150–200 m e continua emissione di cenere. Alle 09:50 l’attività del Cratere di Nord-Est è nuovamente diminuita, con sporadiche emissioni di cenere.
A partire dalle ore 06:00 circa, nelle immagini di webcam non INGV si sono viste emissioni di cenere e vapore da una zona sul lato orientale dell’area sommitale, dove ha avuto inizio un flusso lavico che si sta dirigendo verso l’alta Valle del Bove. Con il miglioramento della visibilità si è potuto osservare che si era aperta una bocca sull’alto fianco orientale del cratere Voragine, con sporadiche emissioni di cenere, dalla quale pare abbia avuto inizio il flusso lavico.
La persistenza di una copertura nuvolosa sul versante orientale dell’Etna preclude l’osservazione dell’estensione di questa colata lavica; è in corso un sopralluogo di personale INGV-OE per ottenere informazioni più dettagliate.
Dalla mattinata di ieri, 26 dicembre, sono inoltre avvenute frequenti emissioni di cenere dalla bocca BN-2 del cratere Bocca Nuova.
L’attività dei crateri sommitali sta producendo una colonna eruttiva alta diversi chilometri, composta prevalentemente da vapore bianco, che si sta dirigendo verso ovest-sud-ovest. Non si segnalano al momento ricadute di cenere in aree popolate.
L’ampiezza media del tremore vulcanico ha proseguito il trend in aumento segnalato nel precedente comunicato, portandosi su valori molto alti intorno alle 12:00 UTC di ieri. Pur con oscillazioni, l’ampiezza del tremore vulcanico si è mantenuta pressoché stazionaria su questo livello sino alle 05:00 UTC circa di questa mattina, quando ha mostrato un repentino aumento culminato alle 05:50 UTC circa, seguito da un altrettanto repentino decremento.
Intorno alle ore 08:10 UTC circa si è osservato un ulteriore rapido incremento dell’ampiezza del tremore vulcanico; alle ore 08:45 UTC circa i valori sono diventati tipici di quelli associati alle fontane di lava. A partire dalle ore 09:50 UTC circa si registra una rapida diminuzione dell’ampiezza del tremore vulcanico.
La localizzazione del centroide delle sorgenti del tremore vulcanico permane nell’area del Cratere di Nord-Est, in particolare leggermente a nord-ovest delle bocche eruttive, a un’elevazione di circa 2700 m s.l.m.
Gli eventi infrasonici hanno continuato a manifestare una frequenza di accadimento molto elevata, con ampiezze anch’esse elevate. Gli eventi continuano a essere localizzati principalmente al Cratere di Nord-Est e subordinatamente alla Bocca Nuova.
Dalle ore 08:40 alle ore 09:50 UTC circa è stato osservato un altro episodio di tremore infrasonico con ampiezze decisamente elevate, tipiche dei valori associati alle fontane di lava. Un altro episodio, ma con ampiezze minori, era stato osservato questa mattina tra le 05:30 e le 06:10 UTC circa.
L’analisi dei dati di deformazione del suolo evidenzia deformazioni visibili sulle reti clinometrica e sul dilatometro DRUV. Su quest’ultimo, una diminuzione di circa 110 nanostrain è evidente dalle 08:30 UTC alle 09:40 UTC, quando il trend sembra invertirsi nuovamente.
Sui clinometri dell’area sommitale è visibile un segnale associabile a una deflazione dell’area craterica, debolmente visibile anche sui sensori a quota intermedia. In particolare, al clinometro sommitale ECP, sono visibili due fasi di deformazione: la prima mostra una deformazione di circa 5 microradianti dalle 16:30 UTC alle 21:00 UTC circa; la seconda variazione ammonta a circa 3,5 microradianti dalle 09:00 UTC alle 10:00 UTC.
Nessuna deformazione dalla rete GNSS ad alta frequenza è rilevabile al di fuori del rumore strumentale.