Ore 18:56
L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica che alle ore 18:13 si osservava, dalle telecamere di sorveglianza, un evento esplosivo a carattere impulsivo della durata di circa 1 minuto al Cratere di Sud-Est.
L’esplosione ha prodotto una debole emissione di cenere che si è dispersa rapidamente in area sommitale.
Dal punto di vista sismico non si rilevano variazioni rispetto a quanto riportato nell’ultimo comunicato odierno; non sono stati registrati segnali significativi riconducibili all’episodio esplosivo.
I segnali di deformazione del suolo registrati dalle reti GNSS (HF) e clinometrica non mostrano attualmente variazioni significative.
Ore 16:11
L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica che, da osservazioni di campagna svolte da personale INGV, si riporta che l’attività effusiva alimentata dalla bocca di quota 2980 m s.l.m. è cessata. I fronti lavici più avanzati risultano fermi e il campo lavico è in raffreddamento.
Inoltre, dalle immagini delle telecamere di sorveglianza, si osservano rare emissioni di cenere dal Cratere di Sud-Est che si disperdono rapidamente in area sommitale.
Relativamente al tremore vulcanico, dalla serata di ieri, la sua ampiezza media rimane confinata nell’intervallo dei valori bassi. Le sue sorgenti risultano localizzate di poco a Sud-Est del Cratere di Nord-Est, ad una quota variabile nell’intervallo 2500-2800 m sopra il livello del mare.
L’attività infrasonica è molto bassa: i pochi eventi infrasonici registrati, tutti di bassa energia, sono localizzati al Cratere di Nord-Est.
Dall’analisi delle serie di deformazione del suolo non si rilevano variazioni significative sulle stazioni delle reti GNSS e clinometrica. Lo strainmeter DRUV ha mostrato una prima fase in depressurizzazione, che ha accompagnato l’attività eruttiva fino al 31 agosto, ed una seconda fase in leggera pressurizzazione che, dal 31 agosto ad oggi, ha cumulato circa 25 nanostrain.
