Etna, comunicato di attività vulcanica del 2 gennaio 2026

Ore 12:32

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica che, dalle telecamere di sorveglianza, dalle immagini satellitari e dai rilievi di terreno svolti dal personale INGV, si osserva che il campo lavico in Valle del Bove è ancora alimentato. Il fronte più avanzato ha raggiunto la quota di circa 1420 m s.l.m., ad est del rilievo di Rocca Musarra. Attualmente, l’estensione massima del campo lavico è di circa 2,8 km.

Dalle immagini delle telecamere di sorveglianza, durante le prime ore del mattino, si è osservata debole attività stromboliana al cratere Voragine, con blande emissioni di cenere che si disperdevano rapidamente in area sommitale. Al momento, a causa delle avverse condizioni meteorologiche, non è possibile avere visibilità dell’area sommitale.

Dal punto di vista sismico, l’ampiezza media del tremore vulcanico permane attualmente nella fascia dei valori medi. La localizzazione del centroide delle sorgenti del tremore vulcanico risulta in prossimità del cratere Voragine, ad un’elevazione di circa 2800–3000 m s.l.m.

L’attività infrasonica risulta attualmente bassa, sia nel tasso di accadimento sia nell’energia degli eventi, che risultano localizzati principalmente in prossimità del cratere Voragine.

Le reti di monitoraggio delle deformazioni del suolo non mostrano variazioni significative.

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