Etna, comunicato di attività vulcanica del 10 agosto 2025

Ore 19:09

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica che, in seguito ai rilievi di campagna effettuati in giornata dal personale INGV con l’ausilio del drone, è stata mappata la colata fuoriuscita da una frattura eruttiva a 3100 m s.l.m., con direzione NNE–SSO e lunghezza di 33 m. La colata è situata nella sella tra Bocca Nuova e Cratere di Sud Est; alle ore 14 il fronte lavico si trovava alla quota di 3070 m. In totale la colata aveva percorso 125 m in direzione sud-ovest e l’attività effusiva era debolmente alimentata.

Il Cratere di Sud Est era interessato da un’attività esplosiva con lanci di brandelli di lava che ricadevano all’interno dell’orlo craterico e sporadicamente sui versanti del cono.

Dal punto di vista sismico, il tremore vulcanico si mantiene a livello medio e le localizzazioni delle sorgenti risultano a una quota di circa 2900 m s.l.m., tra i crateri Voragine e Nord Est.

L’attività infrasonica si mantiene estremamente bassa, sia in numero che in ampiezza degli eventi, e le localizzazioni di questi sono riferibili al cratere di Nord Est e al cratere di Sud Est.
Dall’analisi dei segnali delle deformazioni del suolo non sono visibili variazioni significative alle reti GNSS, clinometrica e strainmeter..

Ore 11:03

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, l’apertura di una bocca effusiva. Durante la mattinata si è messa in posto una colata lavica in area sommitale a quota 3000 m s.l.m. circa, con l’apertura di una bocca effusiva posizionata sul versante meridionale della Bocca Nuova. Il flusso lavico si dirige in direzione Sud, sono in corso rilievi sul terreno del personale INGV.

Da un punto di vista sismico non si segnalano variazioni di rilievo. La sorgente del tremore vulcanico è localizzata ad una quota di 2800 m s.l.m. tra Voragine e cratere di Nord Est. Non si segnala attività infrasonica rilevante. Dall’analisi dei segnali delle reti di deformazioni del suolo, si evince una debolissima variazione di circa un nanostrain in compressione allo strainmeter di M. Ruvolo (DRUV) tra le 05.30 e le 06.00. Nessun segnale al di fuori della variabilità di fondo è rilevabile alle stazioni delle reti clinometriche e GNSS..

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