Bronte, disinnescato il residuato bellico della II Guerra Mondiale

È stato il suono delle campane a festa, diffuso da ogni campanile della città, a sciogliere la tensione che per ore ha avvolto Bronte in un silenzio irreale. Quel rintocco, atteso e liberatorio, ha sancito la fine del pericolo: l’ordigno bellico rinvenuto nelle campagne del quartiere San Nicola è stato neutralizzato. Il fantasma della Seconda Guerra Mondiale, riemerso prepotentemente dalla terra, non faceva più paura.

L’operazione di disinnesco, condotta con precisione chirurgica dagli artificieri del 4° Reggimento Genio Guastatori di Palermo della Brigata “Aosta”, ha richiesto una mobilitazione imponente. Fin dalle 7 del mattino, circa 800 cittadini hanno abbandonato le proprie abitazioni, ordinatamente accompagnati dalle Forze dell’Ordine oltre i posti di blocco.

L’intervento di disinnesco non era semplice perché la spoletta era ancora innescata e particolarmente sensibile. Per mitigare ogni rischio, i militari hanno allestito una speciale camera d’espansione attorno all’ordigno, una struttura tecnica volta a contenere i potenziali effetti di un’esplosione accidentale. Successivamente, grazie all’impiego di sofisticati sistemi, gli esperti dell’Esercito hanno reso inerte il residuato bellico, trasportandolo poi in una cava protetta per il brillamento finale.

Mentre sul campo i militari operavano con freddezza e coraggio, il cuore pulsante delle operazioni batteva all’interno del Centro Operativo Comunale (COC). Qui, il Viceprefetto Sebastiano Plutino, dopo un accurato briefing coordinato dal Maggiore Vincenzo Lo Manto, ha seguito ogni fase dell’intervento insieme ai vertici dell’Amministrazione comunale.

L’evacuazione è stata gestita senza intoppi: molti cittadini hanno trovato accoglienza presso parenti e amici, mentre altri hanno usufruito dei punti di ristoro predisposti dal Comune. Un meccanismo frutto della sinergia tra la Polizia Municipale, guidata dal Capitano Domenico Fiorito, e le diverse forze di polizia impiegate nel presidiare i “cancelli” dell’area rossa.

A margine delle operazioni, l’Assessore Giuseppe Di Mulo, che ha coordinato la macchina logistica insieme all’ing. Eleonora Palmeri, ha espresso profonda soddisfazione:

“Oggi Bronte ha dato prova di grande maturità. – ha affermato – Desidero rivolgere un ringraziamento sentito e non formale a tutti gli attori coinvolti: dall’Esercito Italiano alla Prefettura, dalle Forze dell’Ordine ai volontari della Protezione Civile. Ma il plauso più grande va ai miei concittadini, che hanno affrontato il disagio dell’evacuazione con esemplare senso civico, permettendoci di operare in un clima di assoluta serenità.”

Visibilmente sollevato il Sindaco di Bronte, Pino Firrarello: “Vedere la nostra comunità riunita sotto il suono delle campane mi riempie di orgoglio. Questo ordigno era una ferita aperta rimasta sepolta per oltre ottant’anni, un monito silenzioso degli orrori che il nostro territorio subì durante il secondo conflitto mondiale, quando Bronte fu snodo strategico e testimone di sofferenze indicibili. Oggi, finalmente, abbiamo messo in sicurezza un pezzo della nostra terra, trasformando un potenziale pericolo in una straordinaria dimostrazione di efficienza istituzionale. La città torna alla sua quotidianità, più sicura e più unita.”

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