Belpasso: Villa Serena, bene confiscato alla mafia, restituito al Comune

Villa Serena diventerà un centro destinato ai minori a rischio di abbandono scolastico o di devianza

Il Comune ha preso  possesso, dopo una lunghissima vicenda giudiziaria, di Villa Serena. L’immobile, composto da due edifici e un ampio terreno circostante, in contrada Palazzolo, era stato confiscato alla mafia successivamente assegnato al Comune, che vi aveva ospitato una cooperativa socio sanitaria che negli anni si era opposta alla restituzione dell’immobile al Comune stesso. Dopo diversi gradi di giudizio e numerosi tentativi, sono state finalmente consegnate le chiavi, alla presenza dell’Ufficiale giudiziario. Per lo stesso immobile la passata amministrazione guidata da Carlo Caputo ha ottenuto un finanziamento dal CIPE per la riqualificazione. Qui nascerà un centro dove verranno praticate attività scolastiche, sociali e sportive che coinvolgeranno i residenti del territorio. Presenti alla consegna formale dell’immobile il sindaco Daniele Motta, il vice sindaco Tony Di Mauro, l’assessore Graziella Manitta, la Polizia municipale rappresentata dal vice comandante Salvo Zappalà, l’Ufficio patrimonio diretto dall’architetto Santo Caruso e l’avvocato Giuseppe Barletta, che ha patrocinato il Comune. “Sono particolarmente soddisfatto del risultato ottenuto dall’Amministrazione  e del segnale di legalità che verrà dato all’intera comunità di Belpasso. Dove una volta si tenevano summit tra esponenti dell’organizzazione mafiosa nascerà un centro che darà servizi a diverse fasce” deboli” di cittadini”, ha dichiarato il sindaco Motta che è anche vice presidente del Consorzio Legalità e sviluppo.

Il 26 febbraio del 2018, l’allora sindaco di Belpasso Carlo Caputo, aveva firmato la convenzione per la riqualificazione di Villa Serena, che sarà ristrutturato grazie ai fondi, circa 2 milioni  di euro, del “Piano nazionale per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate”.  Nella graduatoria ministeriale graduatoria il Comune di Belpasso è stato il secondo, dopo il Comune di Bologna. Secondo il piano messo a punto dall’Amministrazione comunale, gli edifici saranno destinati ad attività di doposcuola per il sostegno dei minori a rischio di abbandono scolastico e di devianza, alla realizzazione di laboratori della creatività artistica e dei mestieri. Il terreno sarà destinato ad area attrezzata per lo sport.

Villa Serena venne  confiscata a Francesco Pesto nel 1995 e il commissario giudiziale nominato dal Tribunale aveva nel 1997 affidato la struttura a una società cooperativa socio sanitaria che si è opposta alla restituzione al Comune, ma è stata dichiarata soccombente nei tre gradi di giudizio. 

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