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Scopriamo Piedimonte Etneo, belvedere fra il vulcano e il mare

Porta San Fratello - © Carmelo Cavallaro

Porta San Fratello – © Carmelo Cavallaro

Piedimonte Etneo è un comune della Provincia di Catania, ubicato nel versante est del Parco dell’Etna. Ha poco più di quattromila abitanti e il suo territorio è compreso fra i 130 e 2.874 metri sul livello del mare.

Dall’originaria Belvedere all’ottocentesca Piedimonte Etneo, sino all’attuale cittadina, i mutamenti sono lievi: il comune del versante orientale del vulcano, mantiene, infatti, i tratti di centro tipicamente etneo con le sue case fatte di lava, i suoi intonaci, gialli, rosa e ruggine, i suoi boschi estesi, i suoi panorami che non lasciano dubbi sul toponimo originario.
Belvedere nasce nel ‘600 su precisa volontà di Ignazio Sebastiano Gravina Amato, terzo Principe di Palagonia, nel ‘600 e contiene nel nome la sua essenza: da qui il mare o la montagna sono a portata di sguardo. Del secolo successivo l’espansione urbanistica e la costruzione della scenografica Porta San Fratello, che è un po’ il simbolo del comune, sul nuovo “stradone” che apriva nuovi collegamenti viari. Successivamente adottò il nome “Piemonte”, trasformato in “Piedimonte” a cui venne aggiunto nel 1862 “Etneo”, per distinguerlo da altri centri italiani con lo stesso toponimo.

Iniziamo la visita di questa tranquilla cittadina di mezza collina da via Roma, provenendo da Fiumefreddo, giungendo sino in piazza Roma in cui un tempo si trovavano i fabbricati dell’abitato originario. Era questo Piano di San Michele, in onore della piccola chiesa dedicata all’arcangelo, edificata nel 1718 per volere del Principe Ferdinando Francesco Gravina. In piazza Roma spiccano il neoclassico Palazzo Voces, e Palazzo Carpinato.
Tramite via Mazzini si raggiunge l’odierno centro urbano in cui si svolge la vita sociale e commerciale di Piedimonte Etneo. La chiesa di Sant’Ignazio dal campanile doppio, ricostruita verso la fine dell’800, è in pietra bianca di Siracusa ed in stile neogotico.
Da qui si scorge già piazza chiesa Madre, a forma di trapezio, a cui fa da quinta il prospetto meridionale della matrice, dedicata alla Madonna del Rosario. La chiesa è  in stile neoclassico ed ha la forma basilicale a tre navate. Iniziata nel 1711, è stata rimaneggiata successivamente. Di rilievo, all’interno, la statua lignea policroma di Sant’Ignazio e gli altari in marmo colorato di Taormina; non passano inosservati il coro ligneo e gli arredi originari fra i quali, nelle navate laterali, una coppia di altari in marmo.

L’elegante e rettilinea via Vittorio Emanuele, che ha inizio dalla chiesa madre, è caratterizzata dai palazzetti gentilizi costruiti, o ricostruiti, nell’otto-novecento e allineati secondo lo schema geometrico imposto dal principe Ferdinando Francesco Gravina, figlio del fondatore, il quale, nel Settecento, diede slancio all’espansione urbana. In particolare si aprì lo “stradone”, via Vittorio Emanuele per l’appunto, con l’edificazione di Porta San Fratello, il cui nome indicherebbe la direzione per l’omonima cittadina del messinese nella quale il principe aveva altri possedimenti, oppure un altarino raffigurante Sant’Alfio, uno dei tre “Santi fratelli” insieme a a Filadelfo e Cirino. Il portale è formato da due obelischi, che i piedimontesi chiamano “pupa”, a sezione quadrata ed in conci di pietra lavica sormontati da altrettanti cuspidi con due sfere in cima, sempre in pietra nera. Andati perduti i muri laterali del portale, demoliti nel secolo scorso per favorire il passaggio dei pedoni.
Da via Umberto, dirimpetto la matrice, si raggiunge il convento dei Cappuccini e l’annessa chiesa dell’Immacolata, risalenti al Settecento. Di rilievo, all’interno della chiesa, la tribuna dell’altare maggiore con il ciborio in legno intagliato.

Nel territorio sono da visitare le frazioni di Vena, dove troviamo il Santuario di Maria Santissima della Vena risalente al Cinquecento, e di Presa.
Il vino è uno dei prodotti d’eccellenza di Piedimonte Etneo, le cui campagne sono caratterizzate dai vigneti. E in questo fine settimana giunge a conclusione la diciassettesima edizione della Festa della Vendemmia.
La parte alta del territorio di Piedimonte è caratterizzato da una sottile striscia che s’inerpica sul massiccio dell’Etna sino ai 2.800 metri sul livello del mare, dove tocca i Pizzi Deneri. Comprende anche parte dei Monti Sartorius e il punto base per l’escursionismo delle Case Bevacqua a mille metri d’altitudine.

(26 settembre 2014)

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