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Google Maps aggiorna la veduta dell’Etna dal satellite

Via le nubi della precedente visualizzazione, adesso i crateri sommitali si lasciano ammirare nel loro splendore

Google Maps svela i crateri sommitali dell’Etna. Nell’aggiornamento delle foto satellitari del principale servizio di consultazione di mappe geografiche on line, con visualizzazione carta o satellite, il vulcano siciliano Patrimonio dell’Umanità si lascia ammirare senza la barriera di nuvole che caratterizzava le precedenti visualizzazioni alla massima estensione dello zoom (queste le coordinate https://www.google.it/maps/@37.7515182,14.9958918,1293m/data=!3m1!1e3). Più in generale è l’intero territorio dell’area protetta ad essere sgombro di nubi, ma anche della neve che appiattiva i rilievi.

Straordinaria la Valle del Bove ripresa dal satellite, che mostra la sua caratteristica forma a “ferro di cavallo” con i contorni di un colore verde intenso regalato dai boschi. Di grande fascino la zoommata sul Cratere di Sud-Est con i dettagli del vecchio e del nuovo cono, all’interno del quale si individua una “bottoniera”, e sui crateri nati nelle eruzioni del 2001 e del 2002 nei due versanti Etna-Sud ed Etna-Nord (Monte Escrivà, i Crateri Barbagallo e la Bottoniera di Piano Provenzana).

Ben delineate anche le strade, rotabili e sterrate; tracciati anche diversi sentieri che, in tal modo, potranno essere facilmente individuati dagli escursionisti. Evidenti anche le piste che raggiungono l’area sommitale dal Rifugio Sapienza e da Piano Provenzana. Indicati il Sentiero Natura Monte Nero degli Zappini e il Giardino Botanico “Nuova Gussonea”.

Purtroppo, e questa è una grossa lacuna, non è abbastanza chiara la Pista Altomontana che non è indicata come sentiero da Monte Denza a Monte Scavo (il tracciato è comunque individuabile dalle foto satellitari), anche se è indicata come “Pista Altomontana” ad un certo avanzamento dello zoom. Da Monte Scavo alla Mareneve il tracciato è invece contrassegnato, ma non indicato come “Pista Altomontana”.

Adesso si attende l’elaborazione del lavoro svolto nello scorso autunno dagli addetti di Google Maps che hanno tracciato, a piedi, alcune strade come le piste che raggiungono i crateri sommitali.

(12 marzo 2015)

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