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Etna, prosegue l’attività. Divieto al libero escursionismo oltre 2.500 metri

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© Foto di Carmelo Cavallaro

Attività esplosiva, cenere e due colate di lava. Accesso regolato da un’ordinanza del sindaco di Nicolosi

Prosegue sull’Etna l’attività eruttiva iniziata la mattina di mercoledì scorso 15 marzo al Cratere di Sud-Est. Come il precedente episodio (27 febbraio – 1 marzo 2017), la bocca in attività si trova nella zona dell’ex “sella” fra il Cratere di Sud-Est (SEC) e il Nuovo Cratere di Sud-Est (NSEC). L’attività stromboliana e l’avanzare delle due colate di lava, dirette verso la Valle del Bove, stanno caratterizzando la fase attuale. Le esplosioni stanno provocando la formazione di nubi di cenere, ricaduta ieri sera e in nottata sui centri dell’area metropolitana, per poi spostarsi, spinte dal vento, sui centri del versante jonico. Le ceneri hanno imposto la chiusura al traffico aereo dell’aeroporto di Catania-Fontanarossa “Vincenzo Bellini”.

L’attuale eruzione ha riproposto il mai domo dibattito sulla sicurezza sul vulcano fra i fautori della libera fruizione, seppur informata e senza rischi, e i favorevoli alla chiusura o alla fruizione esclusivamente con guide esperte, in aree giudicate a rischio. Questo secondo caso solleva la questione sui costi delle guide, con la ovvia conclusione che gli eventi naturali diventano, in tal modo, “a pagamento”, e alla portata di pochi, soprattutto stranieri. Il dibattito è chiaramente alimentato, e condizionato, dall’esplosione freatica di due giorni fa che ha causato dieci feriti non gravi fra escursionisti, giornalisti e personale Ingv presente.
Il Comune di Nicolosi ha emesso un’ordinanza di Protezione civile a firma del sindaco Nino Borzi, con la quale si regola l’accesso alle quote sommitali del versante Etna-Sud. L’accesso libero è consentito fino a quota 2.500 metri d’altitudine; l’accesso con guide è consentito fino a 2.600 metri. Vietato l’accesso oltre 2.600 metri.

Ordinanza di Protezione Civile

(18 marzo 2017)

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