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Etna, esplosione al fronte lavico: alcuni turisti lievemente feriti

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L’esplosione freatica si verifica quando il magma riscalda la terra provocando l’evaporazione quasi istantanea dell’acqua, con conseguente esplosione di vapore, acqua, cenere, roccia

Un’esplosione freatica, causata dal contatto fra il magma e la neve, si è verificata oggi intorno alle 12:45 sull’Etna nella zona di Torre del Filosofo, teatro dell’attuale eruzione, a circa 2.700 metri d’altitudine nel versante Sud del vulcano, a monte del Rifugio Sapienza.
L’esplosione freatica si verifica quando il magma riscalda la terra provocando l’evaporazione quasi istantanea dell’acqua, con conseguente esplosione di vapore, acqua, cenere, roccia. A spiegarlo è il vulcanologo Stefano Branca dell’Ingv di Catania: l’esplosione «è avvenuta sul fronte della colata lavica attiva a 2700 metri di quota ed è stata causata dal rapido scioglimento della neve».
Colpiti dal materiale lavico proiettato a distanza dall’esplosione, giunto a centinaia di metri, turisti in visita nell’area sommitale, addetti ai lavori e personale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Catania che stava effettuando sopralluoghi nei pressi del fronte lavico. Dieci i feriti (fra cui turisti inglesi e personale di una troupe della BBC) colpiti dai lapilli soprattutto in testa: per sei persone è stato necessario il ricovero in strutture ospedaliere di Catania (“Garibaldi”, “Vittorio Emanuele” e “Cannizzaro”) e “Santa Venera” di Acireale.

Sul posto sono intervenuti gli uomini del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di stanza a Nicolosi, la Polizia di Stato, il Corpo Forestale della Regione Siciliana ed il personale del 118. I feriti sono stati trasportati dapprima al Rifugio Sapienza e poi da lì nei quattro nosocomi. Nessuna delle persone coinvolte è in pericolo di vita.
Fra le persone presenti nel luogo dell’esplosione anche il vulcanologo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Catania, Boris Behncke, anche lui lievemente colpito da un brandello. Behncke così scrive sul suo profilo Facebook:
«Violenta esplosione al contatto fra lava e neve sull’Etna circa un’ora fa. Alcuni feriti, io stesso ho ricevuto una piccola ferita in testa però sto assai bene e mi sto calando una meritata birra!»
Il vulcanologo dell’Ingv di Catania, Marco Neri, ha dichiarato all’Ansa: «Sull’Etna c’erano diversi nostri colleghi impegnati in osservazioni e visure. Queste purtroppo sono cose che possono anche succedere. Il fronte della colata lavica si deve osservare da vicino soprattutto quando scende più in basso, per tenere informata la Protezione civile, che se lo ritiene opportuno, può fermare il flusso turistico. Adesso al colata ha raggiunto quota 2700 e poco più sotto, a quota 2500, c’è la funivia».
L’eruzione, intanto, prosegue con le esplosioni dal Nuovo Cratere di Sud-Est. Presenti due colate laviche, l’ultima formatasi ieri sera da una bocca effusiva che si è aperta alla base del Sud-Est e che si dirige verso la Valle del Bove.

L’ufficio stampa dell’Ingv ha diramato la seguente nota:
Durante l’eruzione in corso da ieri mattina, alle ore 12:43 (ora locale) di oggi, 16 marzo, si è verificata un’esplosione freato-magmatica  in località Belvedere (bordo occidentale della Valle del Bove), a circa 2700 metri di quota sul mare. L’esplosione è avvenuta in corrispondenza del fronte della colata di lava che emerge da una bocca posta alla base del Nuovo Cratere di Sud-Est, a circa 3.200 metri di quota sul mare. Attualmente la lava avanza con una temperatura superiore ai 1000 gradi centigradi in una zona ricoperta di neve. La neve, al contatto con la lava, tende a sciogliersi, formando delle pozze d’acqua che possono venire ricoperte dalla lava in avanzamento. In quel caso, l’acqua sotto la colata lavica tende a vaporizzare e può causare esplosioni freato-magmatiche come quella avvenuta oggi. Nel fenomeno esplosivo è stato coinvolto anche un vulcanologo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Osservatorio Etneo (INGV-OE), Boris Behncke, che ha riportato lievi escoriazioni. Il personale INGV-OE continua a monitorare con costanza l’evoluzione dei fenomeni.

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