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Catania. Sabato giornata di formazione Cai Italia meridionale. Si parlerà anche di libero escursionismo sull’Etna

Interessante il tema da affrontare che riguarda l’accompagnamento in area vulcanica e le limitazioni al libero accesso alle quote sommitali dei vulcani (Etna, Stromboli, Vesuvio)

“La responsabilità nell’accompagnamento in montagna” è il tema di una giornata di formazione del Club Alpino Italiano, riservato ai soci dell’Italia meridionale (area denominata Ram6 che ingloba le sezioni di  Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna, Sicilia), che si terrà nell’intera giornata di sabato a Catania, nel salone principale del Palazzo della cultura (via Vittorio Emanuele 121).
Al centro dei lavori gli aspetti legali e assicurativi dell’accompagnamento che si affiancano a due qualità iscritte nel dna di ogni istruttore o accompagnatore formato dal Club Alpino Italiano: responsabilità e consapevolezza.

Ci sarà anche il presidente generale del Cai, Vincenzo Torti, studioso delle problematiche della responsabilità civile e penale nell’accompagnamento in montagna, nonché i vertici nazionali dell’associazione esperti nel ramo legale-assicurativo. Interverrà anche Carmelo Ferlito, docente  dell’Università di Catania, che fornirà un contributo sul rischio vulcanico.
Verranno affrontati argomenti di grande rilievo come l’accompagnamento in montagna o in altri contesti naturali di minori e disabili, il rischio infortunio e la responsabilità civile nei confronti dei partecipanti alle escursioni. Particolarmente interessante, per l’area etnea, uno dei temi al centro dei lavori e che riguarda l’accompagnamento in area vulcanica e le limitazioni al libero accesso alle quote sommitali dei vulcani (Etna, Stromboli, Vesuvio), argomento che viene discusso per la prima volta dal Cai.

Altro tema in esame, le problematiche sorte recentemente con la condanna dei dirigenti della Riserva delle Maccalube, dopo un drammatico fatto di cronaca, e che riguardano il rischio di gestione per le associazioni assegnatarie delle riserve regionali.
Si parlerà anche delle cosiddette “buone pratiche trasversali”, che appartengono alla professionalità di istruttori e accompagnatori del Club Alpino, mirate alla diversa tipologia di persone accompagnate (minori iscritti Cai o studenti, scout, gruppi parrocchiali, e diversamente abili, sia fisici che psichici), e alle attività di arrampicata in contesti diversi: falesia, palestra sezionale, struttura mobile.

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